Progetto partner - Leucodistrofia autosomica dominante dell’età adulta: studio traslazionale dei meccanismi genetici, molecolari e cellulari di malattia mediati dalla proteina lamin b1 e correlazione con parametri clinici e neuroradiologici

Coordinato dall’Istituto Italiano di Tecnologia. Partner Unibo: Pietro Cortelli del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie.

Al progetto prende parte anche l’Università di Torino.

La leucodistrofia autosomica dominante (ADLD) è una patologia neurodegenerativa di origine genetica invariabilmente fatale e senza cura, causata da un’anomalia genetica della lamina B1 (LMNB1), una proteina che fa parte della membrana nucleare. In particolare la  presenza di una copia extra del gene è l’anomalia scatenante la patologia. ADLD è caratterizzata da rarefazione della sostanza bianca del sistema nervoso centrale e si manifesta clinicamente con disturbi motori e gravi alterazioni del sistema cardiovascolare, genito-urinario, gastrointestinale e della termoregolazione. Attualmente non si conoscono i meccanismi fisiopatologici che da alterazioni genetiche portano alla patologia. Questo studio si propone di identificare tali meccanismi. A tale scopo, verrà approfondita la conoscenza del difetto genetico dell'ADLD; verranno studiate le funzioni vegetative e le caratteristiche neuroradiologiche dei soggetti affetti; e si individueranno gli indicatori presintomatici della malattia in soggetti non affetti ma portatori del difetto genetico. Gli effetti degli aumentati livelli di LMNB1 sulla funzionalità cellulare verranno analizzati in colture di cellule derivate dai pazienti. Verrà inoltre creato un modello murino transgenico che riproduce il difetto genetico dell'ADLD. Tale modello sarà fondamentale per studiare gli effetti dei meccanismi degenerativi cerebrali mediati dalla sovra espressione di LMNB1. I risultati di questo studio, oltre a chiarire i meccanismi patogenetici associati ad anomalie della LMNB1, ed individuare nuovi potenziali bersagli terapeutici ed indicatori presintomatici della malattia utili per un trattamento precoce, potranno contribuire alla comprensione di altre patologie centrali caratterizzate da analoghe alterazioni della sostanza bianca e del sistema nervoso vegetativo.