04538 - POETICA E RETORICA

Scheda insegnamento

Anno Accademico 2018/2019

Conoscenze e abilità da conseguire

Al termine del corso lo studente acquisisce sia la conoscenza essenziale delle molteplici identità disciplinari e dottrinali, che la poetica e la retorica hanno assunto nel lungo corso della loro storia, dall'antichità all'epoca contemporanea, sia la capacità di cimentarsi nella lettura guidata di uno dei "classici" che hanno segnato i momenti fondamentali di snodo nell'arco di svolgimento di tale storia.

Programma/Contenuti

Titolo del primo modulo (III periodo):

Linguaggio filosofico e linguaggio musicale nella prospettiva della teoria critica di Theodor W. Adorno.

La prima parte del corso si propone di approfondire alcuni snodi fondamentali del pensiero di Theodor W. Adorno, uno dei principali esponenti della teoria critica della società della Scuola di Francoforte. In particolare, ci si soffermerà sulla continua e complessa “ricerca dello stile” da parte di Adorno nel corso del suo ricco e multiforme cammino di pensiero, con un focus particolare sulla sua adozione della forma del saggio e della cosiddetta configurazione paratattica, e poi sul ruolo che la musica (arte con la quale Adorno si confrontò per tutta la vita non solo come critico musicale e filosofo della musica, ma anche come musicista e compositore egli stesso) ha avuto nella configurazione della sua concezione del linguaggio della filosofia. Nel tardo capolavoro di Adorno, Dialettica negativa, si legge infatti: “analogamente [alla musica] la filosofia non dovrebbe ridursi alle categorie, ma in un certo senso solo comporre. Essa deve nel suo procedere rinnovarsi incessantemente tanto per forza propria, quanto per attrito con ciò a cui si adegua; è decisivo quel che vi accade, non la tesi o la posizione”. Al fine di ricostruire e interpretare il senso di una tale affermazione, nel corso si approfondiranno soprattutto due forme o generi di musica che Adorno concepiva in qualche modo come opposti, nonché come rispettivamente polarizzati dal lato del “vero” e del “non vero”, ovvero la dodecafonia, da un lato, e il jazz e la popular music, dall’altro.

 

Titolo del secondo modulo (IV periodo):

L'esperienza del linguaggio nel cammino di pensiero heideggeriano

Poiché tra Ottocento e Novecento il linguaggio diventa una questione filosofica centrale, sia in ambito ermeneutico che analitico, il primo modulo analizza un capitolo decisivo di questa vicenda: il pensiero di Martin Heidegger. Esso viene considerato sotto due punti di vista. In primo luogo, si tratterà di approfondire il senso e le possibilità del dialogo tra poesia e filosofia. Il rapporto tra poesia (o arte in generale) e filosofia presenta una lunga tradizione, non di rado segnata da una reciproca diffidenza (l’antico dissidio di cui parlava già Platone). Questa diffidenza affonda le sue radici nella distanza che separa la filosofia, in quanto discorso vero, dalla poesia, in quanto discorso finto. Eppure entrambe, tanto la filosofia quanto la poesia, costituiscono, ciascuna a suo modo, un’esperienza della parola. È proprio a partire da questo fondamentale nesso che Heidegger ripensa interamente il loro rapporto, non arrivando mai a identificare filosofia e poesia, ma affermando con forza la fruttuosità del loro incontro, in quanto “esperienze di punta del linguaggio”. Per capire la direzione che il dialogo tra filosofia e poesia prende in Heidegger e per mettere a fuoco le sue implicazioni di vasta portata, ci soffermeremo da una parte sull’esperienza metafisica del linguaggio e dall’altra sull’esperienza che ne fa un pensiero che intende superare la metafisica. In secondo luogo, si approfondirà il tema della traduzione intesa come problema filosofico. In un celebre passo, Heidegger arriva a formulare a riguardo la seguente massima: “Dimmi cosa pensi del tradurre e ti dirò chi sei”. Le concezioni della traduzione, infatti, sono il risultato di determinate esperienze del linguaggio (e con esso del mondo) e viceversa.

Testi/Bibliografia

Primo modulo:

Th. W. Adorno, Dialettica negativa, Einaudi, Torino 2004, pp. 3-53 (“Introduzione”).

Th. W. Adorno, "Il saggio come forma", in Note per la letteratura, Einaudi, Torino 2012, pp. 3-26.

Th. W. Adorno, “Schönberg e il progresso”, in Filosofia della musica moderna, Einaudi, Torino 2002, pp. 35-130.

Th. W. Adorno, Variazioni sul jazz. Critica della musica come merce, Mimesis, Milano-Udine 2018.

S. Marino e R. Vitali, Theodor W. Adorno, in “Nuova informazione bibliografica”, n. 4, 2018, pp. 605-632.

Si fa presente che la bibliografia d'esame può subire modifiche fino all'inizio del corso.

 

Secondo modulo:

Martin Heidegger, Lettera sull’umanismo, in Segnavia, a cura di F. Volpi, Adelphi, Milano 1978, pp. 267-315.

Martin Heidegger, Linguaggio tramandato e linguaggio tecnico, a cura di C. Esposito, ETS, PISA 1997.

Martin Heidegger, L'inno "Der Ister" di Hölderlin, trad. it. di C. Sandrin e U. Ugazio, Mursia, Milano 2003, pp. 58-59.

François Fédier, Tradurre i “Beiträge zur Philosophie, 1992, risorsa digitale (http://www.eudia.org/fedier_tradurre-i-beiträge-12/).

Gino Zaccaria, L’inizio greco del pensiero. Heidegger e l’essenza futura della filosofia, Christian Marinotti, Milano 1999, cap. IV, pp. 251-287

Si fa presente che la bibliografia d'esame può subire modifiche fino all'inizio del corso.

Metodi didattici

Lezioni frontali, letture, discussioni.

Modalità di verifica dell'apprendimento

La prova d'esame si svolge nella forma tradizionale del colloquio orale, la quale dovrà accertare il conseguimento di alcuni obiettivi didattici fondamentali:

conoscenza dei testi d'esame e capacità di contestualizzazione di autori e opere;

comprensione dei concetti centrali e capacità di offrirne un'adeguata interpretazione;

chiarezza espositiva e precisione terminologica;

capacità di stabilire collegamenti sia storici che concettuali tra i diversi autori e temi presenti in programma.


Nel corso del colloquio verrà accertato se tali conoscenze e competenze sono possedute dallo studente in maniera (più o meno) completa, esauriente, corretta oppure in maniera (più o meno) approssimativa, stentata, imprecisa.

In conseguenza di ciò, la valutazione varierà da eccellente (30 e L) a ottimo (30) a buono (27-29) a discreto (24-26) a poco più che sufficiente (21-23) fino ad appena sufficiente (18-21) o insufficiente (<18).

Orario di ricevimento

Consulta il sito web di Stefano Marino

Consulta il sito web di Francesco Cattaneo