Abstract
L’acronimo SEVeso del progetto fa riferimento alla città di Seveso, luogo colpito il 10 luglio 1976 da una nube tossica di diossina fuoriuscita dalla fabbrica Icmesa. Il disastro di Seveso è stato uno dei più gravi incidenti ambientali della storia italiana e ha portato alla promulgazione di diverse direttive europee (tra cui la così detta Direttiva Seveso, n. 2012/18/UE) aventi l’obiettivo di prevenire analoghi eventi critici. Il progetto di ricerca vuole, quindi, indagare la tematica dei diritti delle vittime e, più in generale, delle persone danneggiate dai disastri ambientali causati dallo sviluppo industriale, concentrandosi su casi nazionali emblematici in modo comparativo. Dalla definizione del concetto di vittime, talvolta, i dibattiti politici, le normative, ma anche la letteratura, escludono le persone che subiscono danni fisici o materiali causati da reati ambientali. Infatti, ad esempio, la Direttiva 2012/29/UE, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato, non prende in considerazione le specifiche caratteristiche delle eco-vittime ignorando, così, anche la Convenzione di Aarhus sull'accesso alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l'accesso alla giustizia in materia ambientale. Non sempre gli eventi, derivanti dalle attività industriali e che causano danni alle persone, sono configurabili come reati in senso stretto ed è per questo motivo che il progetto intende rivolgersi anche alle così dette “vittime inconsapevoli”, cioè a tutte quelle persone che, tecnicamente vittimizzate da un crimine oppure colpite in vari modi dagli effetti dell’inquinamento derivante dalla produzione industriale, di fatto, possono non rendersi conto di aver subito (o di continuare a subire) processi di vittimizzazione. Per lo svolgimento della parte empirica della ricerca, sono state scelte due aree riconosciute dallo Stato italiano come Siti di Interesse Nazionale (SIN) per la bonifica a causa della presenza di contaminanti e del rilievo del loro impatto sull’ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico. Si tratta dei Sin denominati “Laghi di Mantova e polo chimico” e “Taranto (ex Ilva)”. Il progetto ha una duplice natura. In primo luogo, una natura analitica che ha l'obiettivo di studiare l'accesso alle informazioni da parte delle eco-vittime (giuridiche e relative alla salute), alla giustizia e agli eventuali risarcimenti, nonché il ruolo dei servizi di supporto e di altri attori sociali (come, ad esempio, istituzioni, associazioni e operatori del diritto). In secondo luogo, una natura più operativa che mira a proporre soluzioni per migliorare l'accesso da parte delle eco-vittime alle informazioni e alla giustizia, come, ad esempio, la proposta di modifiche legislative a livello nazionale, l’implementazione di strumenti per la diffusione delle informazioni (sito web dedicato) e per il coinvolgimento delle persone portatrici di interessi in questo ambito (come attività di giustizia riparativa). Gli obiettivi specifici del Progetto SEVeso sono: • ML1: effettuare un'analisi socio-giuridica e organizzativa che preveda le seguenti attività: a) tracciare lo stato dell'arte della letteratura in tema di green victimology e green criminology; b) esame delle norme internazionali, dell'UE e di quelle nazionali riguardanti il danno ambientale e i diritti delle eco-vittime, con un focus specifico sull'applicazione pratica della legislazione e sul ruolo degli attori principali; c) analizzare la giurisprudenza costituzionale, sovranazionale e nazionale in materia ambientale. • ML2: fornire supporto online relativo: a) all'implementazione di un sito web one-stop per le eco-vittime; b) alla predisposizione di un atlante legale online che includa informazioni di tipo socio-giuridico per le eco-vittime in un linguaggio accessibile. L’obiettivo è quello di raccogliere le informazioni disponibili sull’impatto dell’inquinamento ambientale sulla salute delle comunità tramite dati liberamente accessibili; • ML3: realizzare una fase di giustizia riparativa (RJ) che comprenda le seguenti attività: a) studio metodologico che combini metodi di giustizia riparativa e pratiche di democrazia deliberativa (DD) nell'ambito di danni e reati ambientali; b) svolgimento di "processi" di RJ-DD nei due casi studio coinvolgendo vittime, imprenditori, lavoratori, testimoni significativi e altre parti interessate; c) stesura di linee guida per la RJ-DD relative a danni e reati ambientali come risultato dell'esperienza acquisita durante i processi implementati.
Risultati raggiunti
Nell'ambito del ML1, il progetto ha realizzato con successo un'approfondita analisi socio-giuridica e organizzativa relativa alle eco-vittime e agli ostacoli che esse incontrano nell'accesso alla giustizia. Tale risultato ha incluso il completamento dei seguenti deliverable: a) Rapporto tecnico “Environmental Crimes, Victims and Social Harm: A Juridical and Criminological Analysis” (pubblicato all'indirizzo: https://amsacta.unibo.it/id/eprint/8296/), che affronta sia gli aspetti giuridici sia quelli criminologici, con l'obiettivo di offrire una prospettiva complessiva sul danno ambientale e sui diritti delle eco-vittime, al fine di approfondire la conoscenza degli strumenti giuridici disponibili per la loro tutela; b) Analisi del contesto e della valutazione dei conflitti relativa ai due casi studio nazionali emblematici: l'area dell'Ex ILVA di Taranto e i Laghi di Mantova. Questa attività ha portato alla redazione dei seguenti deliverable: 1. il rapporto sull'analisi del contesto dell'area dei Laghi di Mantova (pubblicato all'indirizzo: https://amsacta.unibo.it/id/eprint/8786/); 2. il rapporto sull'analisi del contesto e della valutazione dei conflitti dell'area di Taranto (pubblicato all'indirizzo: https://amsacta.unibo.it/id/eprint/8782/); c) Sviluppo di un insieme di raccomandazioni di policy, volte a promuovere riforme giuridiche fondamentali e innovazioni organizzative, comprese l'integrazione dei servizi territoriali e modelli di governance multilivello. Tali raccomandazioni sono state formalizzate nel White Paper “Rights of Eco-victims, Deliberative Democracy and Restorative Justice: Some Recommendations”, pubblicato all'indirizzo: https://amsacta.unibo.it/id/eprint/8780/; d) Redazione di due opuscoli divulgativi ("Greenbook"), uno dedicato all'area di Taranto e uno all'area dei Laghi di Mantova, scritti con un linguaggio chiaro e accessibile e destinati alle eco-vittime. Gli opuscoli sono stati realizzati e distribuiti durante gli eventi di disseminazione del progetto SEVeso e nell'ambito delle attività di Democrazia Deliberativa (DD) e Giustizia Riparativa (RJ). Nell'ambito del ML2, il progetto ha progettato, sviluppato e reso operativa una piattaforma online dedicata, il sito web SEVeso (http://sevesoproject.eu/), concepita come uno sportello unico digitale ("one-stop-shop") per le eco-vittime. Un risultato particolarmente rilevante di questo hub digitale è stato la raccolta, la sistematizzazione e l'organizzazione dei dati epidemiologici relativi ai rischi per la salute derivanti dalle pressioni ambientali nelle aree di Mantova e Taranto. Questo lavoro ha portato alla pubblicazione del rapporto e dell'atlante epidemiologico dei rischi “Knowledge about the Environment and Health for Restorative Justice and Deliberative Democracy: Support for the Creation of an Epidemiological Risk Atlas” (pubblicato all'indirizzo: https://amsacta.unibo.it/id/eprint/8325/). Il terzo e ultimo importante obiettivo raggiunto (ML3) è consistito nell'applicazione, per la prima volta, di un quadro metodologico integrato che combina gli approcci della Giustizia Riparativa (Restorative Justice - RJ) e della Democrazia Deliberativa (Deliberative Democracy - DD), specificamente adattato per affrontare i danni ambientali, i reati ambientali e i progetti di sviluppo territoriale. Il gruppo di ricerca ha definito e implementato un quadro metodologico volto a coinvolgere cittadini e stakeholder nei processi di elaborazione delle politiche pubbliche attraverso processi dialogici strutturati. Questo approccio ha consentito di raggiungere gli obiettivi fondamentali del progetto: condividere informazioni, definire i problemi pubblici, elaborare soluzioni costruttive, sostenere e rafforzare il ruolo delle vittime, promuovere una responsabilità diffusa, ridurre la vittimizzazione secondaria e proporre misure inclusive per il miglioramento dell'ambiente. Caso studio di Taranto. L'implementazione dei "Dialoghi in circolo" nell'area di Taranto è stata realizzata con successo, come documentato nel rapporto Circle Dialogues in Taranto (https://amsacta.unibo.it/id/eprint/8835/). Caso studio dei Laghi di Mantova. Nell'area dei Laghi di Mantova il gruppo di ricerca ha realizzato con successo tutti gli interventi partecipativi previsti, come illustrato nel rapporto Circle Dialogues in Mantua (https://amsacta.unibo.it/id/eprint/8795/). Linee guida standardizzate. È stata inoltre completata la redazione delle linee guida per la conduzione dei "Dialoghi in circolo" nei casi di reati ambientali. Il rapporto fornisce indicazioni metodologiche essenziali per l'organizzazione dei "Circoli di Democrazia Riparativa", finalizzati a mettere le eco-vittime nelle condizioni di co-costruire soluzioni condivise all'interno di contesti sicuri, rispettosi e democratici. Le linee guida finali sono disponibili all'indirizzo: https://amsacta.unibo.it/id/eprint/8814/.Project details
Unibo Team Leader: Raffaella Sette
Unibo involved Department/s:
Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia
Coordinator:
ALMA MATER STUDIORUM - Università di Bologna(Italy)
Total Eu Contribution: Euro (EUR) 202.434,00
Total Unibo Contribution: Euro (EUR) 58.579,00
Project Duration in months: 24
Start Date:
15/10/2023
End Date:
28/02/2026