Getting ready for the present: new global dystopian imaginaries and public engagement. Transcultural and transmedial dialogues between Japanese, Latin American, British and Anglo American cultures.

PRIN 2022 Scrolavezza

Abstract

Il progetto Il progetto PRIN 2022 “Prepararsi al presente: nuovi immaginari distopici globali e impegno pubblico. Dialoghi transculturali e transmediali tra culture giapponese, latino-americana, anglo-americana”, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU, nasce da un’attenta osservazione e analisi delle nuove tendenze all’interno del variegato contesto della produzione culturale e di intrattenimento, insieme alla volontà di approfondire le diverse modalità attraverso le quali nuove narrazioni e nuovi media possono aprire prospettive inedite, introspettive e allo stesso tempo globali, sui cambiamenti che interessano le società contemporanee, in continuo divenire ed evoluzione. Sviluppato da due unità di ricerca (la prima presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna, e la seconda presso il Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne dell’Università di Torino), il progetto si concentra in particolare sull'analisi delle nuove narrazioni distopiche e (post)apocalittiche nel contesto culturale giapponese e latino-americano, in relazione alla tradizionale produzione anglo-americana. Le nuove distopie, in quanto esempio di "disvelamento" apocalittico, si configurano come un potente strumento critico per analizzare le società contemporanee, laddove puntano i riflettori su temi quali inclusione, sostenibilità, crisi climatica, intersecando utopismo, femminismo, postcolonialismo e il più recente dibattito sul postumanesimo. La ricerca adotta un approccio critico multi-disciplinare, inter-disciplinare e transmediale, che parte dall'applicazione delle teorie classiche dell'analisi formale e strutturale dei testi per poi abbracciare i più recenti metodi di indagine sviluppati all'interno dei Cultural e Postcolonial Studies, Visual e Media Studies, Reception Studies, Global Fiction, ecofemminismo, World Literature, esplorando il dialogo tra diverse produzioni culturali e valutando l'efficacia delle distopie come strumento di interpretazione dei contesti sociali e politici. Finalità Fra le finalità del progetto vi è la valorizzazione del rapporto dialogico che lega la produzione narrativa distopica e (post)apocalittica nipponica/latino-americana e quella anglo-americana, attraverso reciproche contaminazioni, rimediazioni e adattamenti transmediali. Il progetto prende avvio dunque dalla focalizzazione su quelle aree “periferiche”, che più di altre stanno dimostrando vitalità e capacità di rinnovamento rispetto alla produzione anglo-americana del XXI secolo, considerata canonica per l’oggetto di studio per ragioni di tradizione culturale ma anche di (neo)imperialismo culturale. L’oscillazione tra centro e periferia e tra paesi a capitalismo avanzato e paesi subalterni permette di abbracciare tematiche con riverberi globali anche attraverso le trasposizioni e rimediazioni visuali e mediatiche. In particolare, all’interno di queste geografie, si vuole indagare come la letteratura e le altre forme di immaginazione culturale e creativa diventino uno strumento in grado di fornire e stimolare importanti riflessioni sul tempo e sul mondo post-catastrofe ambientale e sulla crisi, nonché di promuovere una maggiore consapevolezza e soprattutto l’emergere di una cultura del cambiamento. L'obiettivo ultimo del progetto è quindi quello di comprendere l'impatto socio-culturale-politico di tali narrazioni multimediali/transmediali – influenza che è capace di dare vita a comunità, affiliazioni e movimenti globali. Risultati attesi Tra i risultati attesi vi è la verifica dell’efficacia della produzione distopica come strumento di interpretazione delle società attuali anche alla luce della sua appropriazione in forme di resistenza sociale, culturale e politica: quanto le narrazioni distopiche e (post)apocalittiche di matrice fantascientifica possono ancora essere considerate uno strumento capace di comprendere le nostre società, anticipare possibili scenari e pensare una transizione verso il futuro in grado di sostenere la co-creazione di una visione comune e di percorsi di innovazione? I risultati saranno disseminati attraverso il sito web dedicato, incontri scientifici, percorsi di formazione per le scuole ed eventi divulgativi aperti alla cittadinanza (spettacoli teatrali, mostre virtuali online e in loco) che sfrutteranno l’articolato network a livello di realtà territoriali e istituzionali delle due unità di ricerca (Università di Bologna e Università di Torino).

Risultati raggiunti

Il progetto si è sviluppato come un quadro di ricerca coerente e innovativo, improntato a una prospettiva transculturale, transmediale e interdisciplinare. Riunendo le unità di ricerca dell’Università di Bologna e dell’Università di Torino, il progetto ha costruito una solida struttura collaborativa, fondata su un costante dialogo metodologico e sullo scambio internazionale. Dall’avvio ufficiale nell’ottobre 2023, e a seguito del kick-off meeting del febbraio 2024, le attività sono proseguite in modo sistematico e coordinato, senza scostamenti significativi rispetto agli obiettivi originari. Sul piano scientifico, il progetto ha pienamente raggiunto i propri obiettivi. Ha dimostrato che gli immaginari distopici contemporanei funzionano come potenti strumenti critici per interpretare le trasformazioni globali del presente, dalla crisi ecologica alle disuguaglianze sociali, dalle riconfigurazioni postumane alle nuove forme di resistenza culturale e politica. In particolare, l’analisi comparata fra i contesti giapponese, latino-americano e anglo-americano ha evidenziato processi di circolazione transculturale, di influenza reciproca e di rielaborazione creativa, mettendo in discussione i tradizionali modelli centro–periferia e aprendo nuove direzioni per gli studi letterari globali. Uno dei principali punti di forza del progetto risiede nell’innovazione metodologica. Integrando l’analisi letteraria con i Cultural Studies, i Postcolonial Studies, i Gender Studies, i Visual e (Trans)Media Studies, l’ecofemminismo e le Digital Humanities, la ricerca ha contribuito a ridefinire la distopia non solo come genere, ma come complesso dispositivo culturale che opera attraverso media e contesti socio-politici differenti, riconfigurando le narrazioni distopiche attraverso l’interrogazione del potere, della corporeità, della cura e della vulnerabilità nei tempi della crisi. In questa cornice, uno dei risultati più significativi è lo sviluppo del database e del codebook ENDLIT, concepiti al tempo stesso come infrastruttura di ricerca e come “mesotesto” capace di connettere testi primari, categorie analitiche e dataset comparativi. Il progetto ha definito un modello di dati multilivello e un corpus ampio e bilanciato, mettendo così a disposizione uno strumento scalabile e trasferibile che, a partire dagli studi sulla distopia e sul post-apocalittico, potrà essere impiegato in ambiti di ricerca diversi. Centrale è inoltre l’orientamento postcoloniale del progetto, che mette in discussione il predominio dei modelli anglo-americani negli studi sull’utopia e sulla distopia, valorizzando l’agency creativa dei contesti cosiddetti “periferici”. Le produzioni giapponesi e latino-americane si rivelano capaci di generare epistemologie alternative e forme narrative che rielaborano, contestano ed espandono le convenzioni distopiche, aprendo prospettive plurali e decoloniali sulle crisi globali, sulla memoria culturale e sulle disuguaglianze. Al tempo stesso, la ricerca si è confrontata in profondità con il dibattito sul postumano, esaminando come le narrazioni distopiche destabilizzino gli assunti antropocentrici ed esplorino nuove configurazioni dell’umano in relazione alla tecnologia, all’ambiente e alle agency non umane. Il progetto ha così contribuito ad ampliare la consapevolezza critica del modo in cui le prospettive di genere, postcoloniali e postumane ridisegnano gli immaginari contemporanei, offrendo strumenti per interpretare – e potenzialmente trasformare – la nostra comprensione del presente e dei futuri possibili. Parallelamente, il progetto ha dimostrato un forte impegno sul fronte del public engagement e della disseminazione della conoscenza: convegni, seminari, rassegne cinematografiche, incontri con autrici e autori e attività formative hanno saputo tradurre una ricerca accademica complessa in formati accessibili e socialmente rilevanti. Questa doppia dimensione – rigore scientifico e impegno pubblico – rappresenta uno degli aspetti più distintivi del progetto e ha avuto un impatto significativo sul rapporto tra università e società civile. Particolarmente rilevante è stata anche la dimensione internazionale: missioni di ricerca, guest lecture e collaborazioni con istituzioni in Giappone e in Europa hanno rafforzato la portata globale del progetto e arricchito la prospettiva comparata, favorendo al contempo la costruzione di reti accademiche durature. Quanto ai prodotti della ricerca, il progetto ha generato un’ampia gamma di risultati: articoli in riviste peer-reviewed, un volume collettaneo (in corso di pubblicazione), un volume dedicato al Convegno conclusivo del PRIN (in preparazione), relazioni a convegni, strumenti digitali e traduzioni di opere letterarie di riferimento. Tali risultati non solo alimentano il dibattito accademico, ma ampliano l’accesso alle narrazioni distopiche non occidentali, confermando l’impegno del progetto a favore dell’inclusività e della mediazione culturale.

Project details

Unibo Team Leader: Paola Scrolavezza

Unibo involved Department/s:
Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne

Coordinator:
ALMA MATER STUDIORUM - Università di Bologna(Italy)

Total Eu Contribution: Euro (EUR) 201.969,00
Total Unibo Contribution: Euro (EUR) 142.208,00
Project Duration in months: 24
Start Date: 17/10/2023
End Date: 28/02/2026

Funding bodies' logos