Università degli Studi di Bologna

 

I musei dell'Università di Bologna


 

CENTRO INTERDIPARTIMENTALE PER I SERVIZI
MUSEOGRAFICI ED ARCHIVISTICI

Via Zamboni, 33 - 40126 Bologna

Servizio di Coordinamento: Tel. (051) 25.90.22/.23 - (051) 25.96.02
Fax (051) 25.96.00

Servizio Informazioni: Tel. (051) 25.90.21- (051) 25.90.30

 

ARCHIVIO STORICO E MUSEO
DELLO STUDIO E BIBLIOTECA

Largo Trombetti, 3 - 40126 Bologna

Tel. 25.90.20 - 25.90.24

L'Archivio conservato nel palazzo centrale universitario, via Zamboni 33, con la documentazione prodotta e ricevuta dagli uffici dal 1859 ad oggi, è stato dichiarato di particolare importanza con decreto del Ministero per i Beni culturali ed ambientali. È stata così affermata la natura pubblica del notevole interesse storico dei documenti dell'archivio universitario, assoggettato ai provvedimenti di tutela previsti dal D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409, art. 30-35. Il decreto costituisce il riferimento istituzionale per gli interventi già adottati dall'Università per il suo archivio. La consultazione dei documenti universitari, conservati per il periodo precedente all'anno 1859 nell'Archivio di Stato di Bologna, si è estesa al periodo successivo favorendo studi e ricerche rivolti ad illustrare la storia di un'istituzione che ha esercitato una grande influenza nella vita culturale e sociale del paese e della comunità scientifica internazionale. All'Archivio storico universitario è annesso un consistente fondo bibliografico con i relativi servizi di documentazione, dedicato alla storia dell'istituzione universitaria non solo bolognese, alla legislazione ed organizzazione universitaria, alle biografie dei Maestri, alla storia della scienza e delle discipline, alla museologia universitaria.

Il museo dello Studio e dell'Ottavo Centenario, istituito con decreto reale del 14 luglio 1889 n. 6282, espone nella sala così intitolata del palazzo centrale universitario, preziosi documenti e cimeli che illustrano i nove secoli di storia universitaria bolognese. Fra di essi, il Gonfalone, le insegne rettorali del secolo XVI, il sigillo dello Studio, i ritratti dei Maestri più illustri. Il museo, che dovrà comprendere documenti, testimonianze e cimeli del Nono Centenario, è adiacente al rettorato essendo poi la sede di cerimonie accademiche e di iniziative congressuali.

AULA CARDUCCI

Via Zamboni, 33 - 40126 Bologna

Tel. (051) 25.90.21 - (051) 25.90.30

La cattedra di letteratura italiana dello Studio di Bologna venne assegnata a Giosuè Carducci nel 1860. Il poeta teneva le sue lezioni nell'aula a lui intitolata che conserva la sua cattedra e i banchi originali, ora restaurati. Nella sala adiacente è stata collocata la statua dell'Ercole di Angelo Pio, sostituita, nel cortile omonimo, da un calco tratto dall'originale. Nella stessa sala è stata allestita, con i libri dell'Università e le fotografie di Paolo Monti, una mostra permanente sulla storia dell'Università e dell'Istituto delle Scienze.

 

MUSEO DELLE NAVI

Via Zamboni, 33 - 40126 Bologna

Tel. (051) 25.90.21 - (051) 25.90.30

Il museo delle Navi conserva la prodigiosa collezione di antichi modelli navali e grandi carte murali dei cartografi de Witt, Blaeu, Nolin e Van Keulen, appartenuta alla «Camera di Geografia e Nautica» dell'Istituto delle Scienze. A molti può sembrare insolita la presenza di splendidi modelli di navi a Bologna, città padana lontana dal mare. L'Istituto delle Scienze era però un'accademia che acquisiva sempre nuovi strumenti di indagine nei diversi campi del sapere e riunì quest'elegantissima flotta di vascelli da guerra per studiare la progredita tecnologia a cui le nazioni europee affidavano le loro fortune militari e politiche, la sicurezza dei commerci e, quindi, la grandezza dello stato.

 

MUSEO OSTETRICO «GIOVANNI ANTONIO GALLI»

Via Zamboni, 33 - 40126 Bologna

Tel. (051) 25.90.21 - (051) 25.90.30

Il medico bolognese Giovanni Antonio Galli (1708-1782) a sue spese fece plasmare in cera e argilla la suppellettile ostetrica, che il 14 novembre 1757 fu acquistata dal Pontefice Benedetto XIV per l'Istituto delle Scienze. Le regole di comportamento alle quali ci si doveva attenere nella pratica e le più semplici nozioni relative a ciò che poteva essere utile sapere nell'assistenza quotidiana ai parti sono illustrate dal corredo ostetrico e il maestro completava il suo insegnamento dimostrativo con gli esercizi sulla macchina ostetrica, per verificare l'abilità degli allievi nell'eseguire i movimenti delle versioni, cefaliche e podaliche, e dell'estrazione, manuale e strumentale.

MUSEO DI ARCHITETTURA MILITARE

Via Zamboni, 33 - 40126 Bologna

Tel. (051) 25.90.21 - (051) 25.90.30

Il generale Luigi Ferdinando Marsili sapeva che l'arte della guerra, nella sua complessità tecnica, imponeva una rigida preparazione e destinò la "Camera di Architettura Militare" agli esercizi di architettura militare e balistica. La relazione fra sapere scientifico e arte militare appare in tutta la sua evidenza nel museo. La parte più consistente della collezione è rappresentata dagli schemi fortificatori realizzati su tavole di legno, progettati e costruiti dai più eminenti ingegneri italiani, francesi e tedeschi, che proponevano geometrie destinate a sciogliere in tracciati ordinati gli assalti e i fuochi delle batterie. Nelle due stanze del museo ritroviamo inoltre, oggi come allora, le tavole acquarellate che riproducono nella loro reale grandezza i disegni di artiglierie e modellini di mortai, trabucchi, obici, posti sui loro affusti di legno e con le bocche da fuoco provviste delle granate incendiarie.

IL MUSEO INDIANO E DELL'ESTREMO ORIENTE «F.L. PULLÈ»

Via Zamboni, 33 - 40126 Bologna

Tel. (051) 25.90.21 - (051) 25.90.30

Costituitosi sul finire dell'Ottocento per opera e studio del sanscrittologo conte professore Francesco Lorenzo Pullè, il museo conserva materiali artistici ed etnologici di quella provenienza. Collocato a suo tempo presso l'Archiginnasio, le traversie del periodo bellico causarono perdite e dispersioni ed infine il suo trasferimento in Palazzo Poggi accanto alle collezioni settecentesche dell'Istituto delle Scienze e a quelle Universitarie. Il censimento fotografico ed inventariale, curato dall'amministrazione universitaria in collaborazione con il museo d'arte orientale di Roma, e gli studi in corso, sono le preliminari condizioni per conferire alla raccolta pertinenti assetti espositivi e museografici.

SPECOLA E MUSEO DI ASTRONOMIA

Via Zamboni, 33 - 40126 Bologna

Tel. (051) 25.90.21 - (051) 25.93.14

Il museo è ospitato nei locali che nell'antica Specola erano dedicati all'attività di osservazione: la Sala Meridiana, la Torretta della Specola, la Sala dei Globi. Nei primi due ambiti sono stati ricollocati gli strumenti usati dagli astronomi dell'Istituto delle Scienze dal 1704 ai primi dell'Ottocento. È così possibile constatare l'evoluzione della strumentazione astronomica attraverso un periodo di secolo dagli strumenti del primo Settecento eseguiti a Roma da Lusverg, attraverso una serie di strumenti realizzati da Sisson e acquistati a Londra nel 1739, del Dollond, sempre londinesi, del 1788, fino a quelli del primo Ottocento. Fra i pezzi unici della collezione va segnalato il semicircolo murale del Lusverg di 3 m di diametro del 1704 ed il cannocchiale da 8 m del Campani, col suo tubo ligneo della metà del Settecento. La collezione comprende ben 26 dei 39 strumenti maggiori, inclusi gli orologi, di cui si servirono gli astronomi bolognesi del Settecento. Nella Sala dei Globi si possono ammirare due globi di Blaeuw (probabilmente del 1638), una sfera copernicana, una sfera armillare in ottone, due globi dell'inglese Senex donati nel 1752 da Benedetto XIV, due globi stampati a Roma alla fine del Settecento dal padre Cassini e due globi del 1715, realizzati dai fratelli Valk, sorretti da splendidi putti dorati.

 

MUSEO DI ANATOMIA COMPARATA

Via Selmi, 3 - 40126 Bologna

Tel. (051) 35.42.43

Il museo, sorto nel 1814, conserva preparati, scheletri, collezioni sistematiche attinenti alla disciplina. Ad Antonio Alessandrini, docente di anatomia comparata dal 1819 al 1861 si deve lo sviluppo e la prima catalogazione dei materiali. Preziosi e magistrali sono i preparati per iniezione del sistema circolatorio, quelli istologici delle terminazioni nervose. È esposta anche la strumentazione usata per le preparazioni (microscopi, microtomi e siringhe di diverso volume per le iniezioni di gelatina colorata nei vasi).

Il tema fondamentale affrontato è l'evoluzione del Vertebrato attraverso l'osservazione dei preparati anatomici dei Pesci, Anfibi, Rettili, Uccelli, Mammiferi.

In alcune bacheche, ad esempio, si illustra l'evoluzione e l'adattamento dell'arto nel Vertebrato: dall'arto che cammina a quello che salta o corre, o vola o scava, o nuota: oppure partendo dallo scheletro del Capodoglio (lungo 16 metri) che troneggia al centro del Museo si sviluppa un discorso sull'evoluzione ed adattamento del corpo al nuoto.

Un bell'episodio evolutivo nella storia del Vertebrato vede come protagonista la bocca, che da circolare ed immobile diviene mobile nei Pesci, con denti per predare, con becchi o con denti peculiari per masticare come nei Mammiferi.

Al centro della sala alcune moderne vetrine illustrano l'evoluzione di alcuni apparati dei Vertebrati come il digerente, lo scheletrico, il circolatorio, il respiratorio, ecc.

In via del tutto sperimentale su una serie di mensole disposte ad U sono collocati alcuni modelli che possono anche essere toccati dal pubblico. Sono così esposti una cinquantina di pezzi (cranio con denti di elefante, corna di diversa origine, cranio di narvalo con il relativo lungo dente, mandibola di squalo, ecc.) che non rappresentano solo delle curiosità ma sviluppano anche alcuni elementari temi evolutivi, come la modificazione dei denti in rapporto all'alimentazione, l'evoluzione del cranio dalle scimmie antropomorfe all'uomo. Questi pezzi sono illustrati anche con caratteri Braille per permettere la lettura e la comprensione ai non vedenti.

MUSEO DI ANATOMIA DEGLI ANIMALI DOMESTICI CON ISTOLOGIA ED EMBRIOLOGIA

Via Tolara di Sopra, 50 - 40064 Ozzano Emilia (Bologna)

Tel. (051) 79.29.99

Il museo raccoglie circa 2.000 preparazioni anatomiche, le prime delle quali risalgono al 1882 e sono inerenti a tutti gli apparati degli animali domestici. Il museo dell'Istituto di Anatomia degli Animali Domestici con Istologia ed Embriologia sorse nel 1882, per iniziativa del prof. Clemente Papi, con un primo nucleo di circa un centinaio di preparazioni, alcune delle quali erano opera di G.B. Gotti, allievo di Antonio Alessandrini e di G. Gaddi che nel 1874 aveva avuto l'insegnamento del corso biennale di anatomia veterinaria e la direzione del Gabinetto Anatomico. Il Papi, restaurate queste preparazioni, ne accrebbe il numero così che nel 1910 la raccolta ebbe una consistenza di oltre 2.000 preparati che praticamente rappresentano il materiale oggi esistente. Il materiale del museo è costituito da pezzi anatomici ottenuti mediante dissezione e trattati con opportuni metodi per la conservazione «a secco»; vi sono rappresentate tutte le specie domestiche, quantunque prevalgano per numero le preparazioni inerenti il cavallo e il bovino che all'inizio del secolo erano senz'altro le specie più importanti. Occorre sottolineare che, nonostante le nuove tecniche oggi disponibili di preparazione e di conservazione dei materiali anatomici, la raccolta mantiene inalterata tutta la sua importanza didattica.

 

MUSEO DI ANATOMIA E ISTOLOGIA PATOLOGICA «C. TARUFFI»

Via Massarenti, 9 - 40138 Bologna

Tel. (051) 39.15.40

Il museo è collocato in quattro locali. Il materiale è eterogeneo. Nel primo locale si trovano prevalentemente i «mostri», numerosi esempi di materiale teratologico, umano e di vertebrati superiori, in parte originali, conservati in alcool e in formalina, in parte riprodotti in cera. Si possono anche osservare numerosi scheletri di feti umani e di mammiferi, con vari tipi di malformazioni. I «mostri» costituiscono i residui del museo teratologico istituito da Cesare Taruffi (1821-1902) professore di anatomia patologica dell'Università degli Studi di Bologna. Nel locale successivo si trova una raccolta di calcoli vescicali e delle vie biliari, estratti da Matteo Venturoli. Il terzo locale comprende una raccolta di esempi di malattie ossee (prevalentemente del teschio), congenite ed acquisite, e dentarie. Nell'ultimo locale sono raccolti campioni di diversi organi affetti da svariate malattie, insieme con altri esempi di malattie scheletriche. Qui, ed anche nel primo locale descritto, si trovano inoltre numerosi esempi in cera di malattie acquisite a carico di svariati organi.

MUSEO DI ANATOMIA UMANA NORMALE

Via Irnerio, 48 - 40126 Bologna

Tel. (051) 24.44.67

Istituito nel 1742 da Papa Benedetto XIV (il bolognese Prospero Lambertini), come «Gabinetto di anatomia» dell'Istituto delle Scienze di Bologna, conserva pressoché completa la collezione di preparati anatomici di cera colorata di Ercole Lelli, tra i quali primeggiano le statue, a grandezza naturale, riproducenti i muscoli dell'uomo. Le statue mitologiche del Lelli, oltre alla squisitezza plastica, esprimono una contratta energia e sono tuttora modelli insuperati per lo studio dell'anatomia artistica. La scuola ceroplastica bolognese ha avuto altri valorosi artisti quali Giovanni Manzolini e la di lui consorte Anna Morandi e molti dei loro ineguagliabili preparati sono esposti nel museo. Fra i ceroplasti dell'Ottocento sono pure presenti il fiorentino Clemente Susini con vari preparati rappresentanti parti del corpo umano dove si possono osservare i più minuti dettagli della struttura anatomica. Notevoli poi i lavori del bolognese Giuseppe Astorri che ha saputo plasmare in maniera mirabile le giunture ossee con incredibile minuzia di particolari. Le cere bolognesi del Settecento sono i più antichi modelli plastici di anatomia conosciuti.

MUSEO DI ANTROPOLOGIA

Via Selmi, 3 - 40126 Bologna

Tel. (051) 35.41.96 - (051) 35.41.91 - (051) 35.42.01

Il museo risale al 1908. Ebbe sede in alcuni locali di Palazzo Poggi dell'Università fino al 1933, anno in cui fu trasferito nell'attuale istituto. Il museo raccoglie materiali di interesse scientifico e didattico espositivo. Il materiale di prevalente interesse scientifico è costituito da collezioni di crani e scheletri di antiche popolazioni italiane di epoche diverse (dal neolitico al secolo XVIII). Le popolazioni attuali sono rappresentate da ricche collezioni scheletriche provenienti principalmente dall'Emilia e dalla Sardegna, di notevole interesse scientifico in quanto ben identificate per provenienza, età e sesso. Il materiale di prevalente interesse didattico espositivo è costituito da numerosi modelli e reperti di parti scheletriche relative a primati e all'uomo. Particolarmente numerosi i fossili preumani e umani che documentano lo sviluppo dell'uomo e delle culture preistoriche. Il museo recentemente ristrutturato è attualmente agibile non solo per gli studenti dei corsi universitari, ma anche per le scolaresche ed il pubblico.

MUSEO DI FISICA

Via Irnerio, 46 - 40126 Bologna

Tel. (051) 35.11.01

Una caratteristica importante del museo è quella di stabilire un preciso collegamento tra gli apparati storici e quelli più sofisticati e recenti dei laboratori di ricerca del Dipartimento di Fisica. A titolo esemplificativo, in una linea di confronto storico-critico si possono osservare alcuni tra i primi microscopi del Seicento (per esempio di G. Campani), quelli del Settecento (di G. Adams e di J. Dollond) e dell'Ottocento (G.B. Amici), e si può prendere contatto con i microscopi del Novecento da quelli rifrattori tradizionali alle varie generazioni di microscopi elettronici. Per quanto riguarda la consistenza attuale del museo si citano i seguenti importanti nuclei, che delineano anche una possibile linea di lettura delle strumentazioni tutte dotate di ampie didascalie illustrative:

- Strumenti donati da Papa Lambertini (Benedetto XIV) tra cui il laboratorio ottico di Giuseppe Campani (1635-1715) uno dei più famosi costruttori di lenti per telescopi e microscopi del Sei-Settecento;

- Esemplari appartenuti alla collezione di Lord Cowper (1738-1789) per lo più di celebri costruttori inglesi;

- Strumenti della fisica sperimentale dell'Ottocento di costruzione francese inglese o di provenienza e progettazione italiana (G.B. Amici, L. Nobili, M. Melloni, ecc.);

- Il modello di locomotiva donato da Pio IX (1857);

- Le originali attrezzature didattiche e sperimentali di A. Righi (1850-1920);

- I dispositivi di didattica e di ricerca pura o applicata (sia alla telefonia civile, che a quella segreta e militare) di Q. Majorana (1871-1957);

- Apparati della scuola di perfezionamento in Radiocomunicazioni (circa 1930) sorta sulla tradizione degli studi di Righi e Marconi e sviluppata da Majorana e Todesco.

Per il Novecento esistono anche varie serie di strumentazioni: dai tubi a vuoto alle valvole termoioniche; dalle prime macchine di calcolo a quelle più avanzate; dai microscopi rifrattori tradizionali a quelli elettrostatici ed elettronici; dalle prime pompe a vuoto a quelle più recenti; dagli strumenti di misura, elettrostatici a quelli elettromagnetici; dalle camere a nebbia a quelle a fili e a scintille (quest'ultima del CERN, Ginevra) dai primi apparati elettronici riceventi e di elaborazione dei dati usati nei radiotelescopi di Medicina (1960), a quelli attualmente impiegati o ancora in fase di progetto per la realizzazione del radiotelescopio VLBI (Very Long Baseline Interferometer, Sistema Interferometrico a lunghissima base).

MUSEO di geologia e Paleontologia
"G. cappellini"

Via Zamboni, 63 - 40126 Bologna

Tel. (051) 35.45.55 - 35.45.20

Il museo di Geologia e Paleontologia "G. Cappellini" venne inaugurato nel 1881, anche se le sue origini risalgono al 1852 quando si costituì il Museo di Storia Naturale. Il nucleo più antico comprende parte del Museo aldrovandiano (1556); fossili e rocce di Ferdinando Cospi (Museo cospiano); fossili di L. F. Marsili, il fondatore dell'Istituto delle Scienze (1712); il Museo detto "Diluviano" di Giuseppe Monti (1733), completo dei cartellini originali settecenteschi e dei cataloghi coevi.

Il Museo si articola in 15 sale che si presentano in gran parte con la tipica ostensione ottocentesca e conserva i mobili e gli armadi della fine dell'Ottocento ed alcuni del Settecento. È il più grande Museo paleontologico italiano come dimensioni e come numero e importanza delle collezioni (da una stima recente i pezzi risultano in quattro sezioni: antiche collezioni, piante fossili, vertebrati fossili, collezioni di rocce ed invertebrati fossili ordinati per località geografiche ed estere). Le collezioni di vertebrati e piante fossili comprendono pezzi di notevole effetto spettacolare.

Tra i vertebrati si ricordano: gli sceletri di Mastodonte, proboscidato pliocenico; la ricca collezione di pesci fossili di Bolca; numerose balene plioceniche soprattutto dell'Emilia; Ittiosauri; grandi Insettivori; uccelli corridori della Nuova Zelanda; uno dei quattro esemplari esistenti in Europa del colossale modello di Diplodoco, Dinosauro del Giurassico, lungo 26 metri e alto più di 4 (unico esemplare in Italia).

Tra le piante fossili si ricordano due grandi palme dell'Eocene del Vicentino ed una collezione, la più completa in Europa, di Cicadee.

Il museo, inagibile per più di dieci anni, è stato radicalmente ristrutturato e riaperto in occasione del IX Centenario.

MUSEO di mineralogia
"L. Bombicci"

Piazza di Porta San Donato, 1 - 40127 Bologna

Tel. (051) 24.35.56

Il museo è stato istituito nel 1860 dopo la suddivisione del Gabinetto di Storia Naturale dell'Istituto delle Scienze e poi dell'Università di Bologna, nelle tre sezioni: Mineralogia, Geologia, Zoologia. È stato collocato nell'attuale edificio all'inizio di questo secolo e ivi sistemato ad opera del Boeris. Sono esposte collezioni di minerali e rocce raccolte principalmente da Bombicci , Boeris, Andreatta, Gallitelli. Importanti le collezioni di meteoriti e quelle di ambre. Interessanti le raccolte, anche di valore storico, di pietre ornamentali e di pietre paesine.

La dotazione attuale, solo parzialmente a catalogo, consiste in circa 50.000 pezzi, di cui 10.000 esposti in varie collezioni maggiori e minori. Le collezioni e raccolte in cui si articola il museo sono le seguenti:

- Collezione Mineralogica Sistematica, con vari pezzi di grande pregio e bellezza (p. es. Fuorite, celestina, feldspati, ecc.) in un insieme di circa 3.000 esemplari.

- Collezione Regionale Italiana, con circa 2000 pezzi. Contiene bellissimi campioni, in particolare nelle collezioni di Marche, Romagna, Sicilia, Sardegna, Toscana, Trentino, Piemonte;

- Collezione Petrografica, con quasi un migliaio di campioni di rocce;

- Collezione Mineralogica del Bolognese, con quasi un migliaio di esemplari, è la novità del Museo, nell'estensione che le è stata attualmente data rispetto a una più piccola raccolta precedente. Il suo riordinamento si trova in uno stato ancora sperimentale. Contiene molti campioni tipici (per gesso e quarzo a tremia è certamente una delle maggiori collezioni esistenti) e minerali rari, alcuni non più ritrovati dopo la prima raccolta, ed altri studiati, per la prima volta al mondo, proprio su campioni esposti;

- Raccolta di Meteoriti, contiene un centinaio di esemplari, tra i quali una famosa condrite carboniosa (di Renazzo, 1824) considerata uno dei pezzi di composizione più vicina a quella della nebulosa solare originaria;

- Collezione Sarti di Pietre Ornamentali è una raccolta tipica del gusto e delle nomenclature ottocentesche (e precedenti) con oltre seicento esemplari levigati assai belli; fu donata nel 1876 al vecchio Museo in Palazzo Poggi;

- raccolta di Pietre Dure e Preziose contiene circa settecento tra pietre lavorate e semilavorate minerali naturali da cui si ricavano alcune pietre preziose e vistosi modelli in vetro di diamanti famosi;

- Una Vetrina di Minerali Fluorescenti mette in evidenza bellissimi colori di una ventina di minerali, sotto l'eccitazione di una lampada di Wood;

- Raccolta di Ambre conta circa centocinquanta esemplari, in una ventina con fondo illuminato che permette di evidenziare sia la delicatezza dei colori sia le inclusioni di insetti intrappolati. Una vetrina sulla birifrazione è il primo tentativo sperimentale di Vetrina Didattica.

- Raccolta di un centinaio di Pietre Figurate offre piacevoli quadri di sky-lines di città o dirupi, cieli tempestosi, arborescenze, figure astratte.

Numerose vetrine minori espongono grandi e talora bellissimi campioni, o raccolte tipologiche come le concrezioni calcaree e le diverse aggregazioni della silice.

MUSEO di patologia generale
e anatomia, patologica veterinaria

Via Tolara di Sopra, 50 - 40064 Ozzano Emilia (Bologna)

Tel. (051) 79.20.00

La collezione presente nel museo appartiene, in larga parte, al Gabinetto di Anatomia Comparata dell'Università di Bologna. Nel 1863 il Gabinetto di Anatomia Comparata venne smembrato e i preparati di pertinenza veterinaria, venduti all'Istituto di Anatomia Patologica Veterinaria. Il prof. Ercolani negli ultimi anni dell'Ottocento arricchì e riclassificò la raccolta. Dopo Ercolani il museo continuò a venir fornito di nuovi preparati, spesso inviati da medici veterinari pratici della provincia di Bologna, e oggi occupa 1.000 m3 di volume. Vere opere d'arte sono le plastiche in cera, creta e gesso eseguite presso il Gabinetto di Anatomia Comparata dai dottori Gotti, Notari, Giacomelli e dal Bettini, valente ceroplasta. Le plastiche riproducono sempre in grandezza naturale visceri di animali domestici con lesioni anatomo-patologiche e mostruosità animali.

MUSEO di zoologia

Via Selmi, 3 - 40126 Bologna

Tel. (051) 25.17.23

Istituito nel 1860, il museo di Zoologia è nella sede attuale dal 1936. Vi sono conservati materiali provenienti da collezioni del XVI-XVIII secolo (Aldrovandi, Cospi, Marsigli) già appartenute al museo di Storia Naturale dell'Istituto delle Scienze. Di più recente acquisizione (1815-1860) sono la collezione di vertebrati studiata da Ranzani e le collezioni mozambicane di vertebrati e invertebrati studiati da Bianconi, Bertoloni e altri. Della prima metà di questo secolo sono la collezione di uccelli italiani di Zaffagnini-Bertocchi, la collezione di coleotteri paleartici raccolta da Fiori e le collezioni di insetti delle isole dell'Egeo e della Libia raccolte da Ghigi. Notevoli per numero di esemplari e interesse scientifico sono le collezioni entomologica e malacologica in conitnua espansione.

Orto Botanico

Via Irnerio, 42 - 40126 Bologna

Tel. (051) 35.12.99 - (051) 35.12.80

L'Orto Botanico dell'Università di Bologna è uno dei più antichi d'Italia. Esso fu fondato infatti nel 1563 per iniziativa di Ulisse Aldrovandi che ne fu anche il primo direttore. Dopo varie vicissitudini e trasferimenti, l'Orto Botanico trovò la sua collocazione definitiva in Via Irnerio, a breve distanza da via Zamboni. La superficie complessiva è di circa due ettari e su di essa sono coltivati più di 5.000 esemplari di piante locali ed esotiche. Le serre sono tre; due accolgono piante tropicali (principalmente felci, orchideacee, bromeliacee e alberi di interesse alimentare) mentre la terza, donata in occasione del nono centenario dell'Ateneo bolognese dall'Italtekna, un'azienda del gruppo IRI-Italstat, accoglie la collezione di piante grasse, la più importante dell'orto e una delle più importanti d'Italia. Gli altri settori dell'Orto comprendono l'area delle piante officinali, l'area ornamentale, il bosco-parco e il settore delle ricostruzioni di ambienti naturali, quest'ultimo di notevole importanza per l'attività didattica.

Erbario

Via Irnerio, 42 - 40126 Bologna

Tel. (051) 051 35.13.04

L'Erbario del Dipartimento di Biologia dell'Università di Bologna è uno dei più antichi d'Europa; in esso si conservano, infatti, collezioni di piante essicate raccolte dal XVI secolo in poi.

La raccolta più antica, che è attualmente sottoposta a risanamento ed a catalogazione è dovuta ad Ulisse Aldrovandi. I sedici volumi che costituiscono questo Erbario rappresentano una delle più importanti testimonianze di collezionismo naturalistico.

Vi sono poi esemplari raccolti nel XVII e XVIII secolo dai botanici che si sono succeduti nella direzione dell'Orto Botanico. Fra queste raccolte, la più completa e significativa dal punto di vista scientifico e storico è opera di Giuseppe Monti, Prefetto dell'Erto nella prima metà del Settecento.

La collezione più ricca (oltre 30.000 esemplari) è dovuta ad Antonio Bertoloni il quale, nella prima metà dell'Ottocento raccolse praticamente tutte le specie della Flora italiana conosciute al suo tempo, oltre ad un gran numero di specie esotiche. L'Erbario Bertoloni è ancora oggi uno strumento fondamentale per la ricerca scientifica.

Altre collezioni più recenti hanno arricchito l'Erbario, e la sua consistenza attuale è stimata in circa 110.000 piante essicate.

Una completa catalogazione su computer di tutte le raccolte è in via di realizzazione.

Raccolta della clinica odontoiatrica

Via San Vitale, 59 - 40125 Bologna

Tel. (051) 23.23.94

La raccolta, composta da cere, calchi, strumenti, protesi, cartelloni didattici, è stata allestita, nella forma attuale, nel 1975 come integrazione e sussidio all'attività didattica che si svolge nella clinica. L'accesso è riservato agli studenti universitari.

Raccolta del dipartimento di chimica
"G. Ciamician"

Via Selmi, 2 - 40126 Bologna

Tel. (051) 25.94.50

La raccolta, organizzata e costituita nel 1983, ha soprattutto finalità didattiche per gli studenti che frequentano l'istituto: illustra episodi significativi della storia della chimica mediante l'esposizione di antichi strumenti.

Raccolta del dipartimento
di fisiologia umana e generale

Piazza di Porta San Donato, 2 - 40127 Bologna

Tel. (051) 24.30.26

La raccolta storica di strumenti per sperimentazione fisiologica comprende apparecchiature utilizzate in passato per la misura di variabili bioelettriche (cronassimetro, galvanometri) meccaniche (miografi, ergografi, chimografi, sfigmografi, manometri, oncografi), e per la stimolazione dei tessuti eccitabili (induttori a slitta, metronomi elettrici, stimolatori a diapason, interruttori a mercurio). Alcuni strumenti per l'uso didattico, riguardano in particolare l'ottica fisiologica.

Raccolta di reperti anatomici
del dipartimento di medicina e sanità pubblica -
sezione medicina legale

Via Irnerio, 49 - 40126 Bologna

Tel. (051) 24.30.69

La raccolta, istituita nel 1936, è utilizzata come sussidio didattico a esclusivo uso degli studenti della Facoltà.

Raccolta di strumenti
di oftalmologia

Via Massarenti, 9 - 40138 Bologna

Tel. (051) 34.28.21

Dal 1932 è stata costituita presso la clinica oculistica, con oggetti non più in uso e meritevoli di conservazione, una raccolta di strumenti chirurgici, di misurazione della vista, di analisi e terapeutici. La collezione è significativa testimonianza per la storia della medicina.

raccolta di antichi strumenti
chirurgici veterinari

Via Tolara di Sopra, 50 - Ozzano Emilia (BO)

Tel. (051) 79.29.91 - (051) 79.27.64

La raccolta è ospitata ed ordinata in quattro vetrine, alloggiate in due locali dell'Istituto. Sono conservati strumenti chirurgici veterinari, coevi e immediatamente posteriori alla nascita delle scuole europee di medicina veterinaria, che rispecchiano l'evolversi delle terapie chirurgiche dei grandi animali e specialmente del cavallo e testimoniano anche il nascere e il mutare dei quadri patologici degli animali. Già in parte patrimonio della "Scuola Superiore di Veterinaria" all'atto (1905) del suo costituirsi, la raccolta ha valore non solo sotto il profilo della documentazione storica, ma anche sotto quello tecnico, costruttivo degli strumenti che spesso affascina per la precisione e la cura della realizzazione, ed ancora, ad un tempo, valida integrazione dell'attività didattica.

Raccolta di strumenti
di topografia e geodesia
presso il d.i.s.t.a.r.t.

Via Risorgimento, 2 - 40126 Bologna

Tel. (051) 644.31.01

La raccolta, costituita nel 1936, comprende antichi strumenti, carte, plastici e campioni di minerali: è utilizzata come strumento didattico per gli studenti della facoltà.