Università degli Studi di Bologna

Il professor Romano Prodi Presidente del Consiglio dei Ministri



Il 1996 ha visto un avvenimento storico per il nostro Ateneo e la città di Bologna: il prof. Romano Prodi, ordinario di Economia e politica industriale presso la facoltà di Scienze politiche è stato nominato Primo ministro del governo della Repubblica Italiana, dopo aver vinto le elezioni politiche generali il giorno 21 aprile 1996 alla testa di una coalizione denominata "L'Ulivo", che raccoglieva il partito Democratico della sinistra, il partito Popolare italiano e numerosi altri movimenti di centro sinistra e potendo contare in Parlamento sul sostegno della lista "Dini" e del partito della Rifondazione comunista.

Con l'occasione si può anche ricordare che del governo fa parte come ministro della Difesa il prof. Beniamino Andreatta, ordinario di Politica economica e finanziaria presso la stessa facoltà e che il prof. Vittorio Prodi (fratello del presidente del Consiglio), professore associato confermato di Fisica presso la facoltà di Scienze MM.FF.NN. è stato eletto presidente della Amministrazione provinciale di Bologna nel 1995, anche se ovviamente non è la prima volte che professori dell'Ateneo bolognese ricoprono cariche ministeriali ovvero ai massimi livelli nelle Amministrazioni locali.

Riteniamo opportuno riportare un sintetico curriculum vitae dell'illustre collega per ricordare degnamente quanto accaduto.

Il professore Romano Prodi è nato il 7 agosto 1939 e si è laureato in Giurisprudenza i 9 novembre 1961, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, riportando la massima valutazione con lode.

La tesi di laurea su "Il protezionismo nell'industria italiana dall'Unità al 1887" (sotto la guida del prof. Siro Lombardini) è stata successivamente pubblicata su "La nuova Rivista Storica".

Nell'anno successivo alla laurea il professor Prodi ha frequentato presso l'Università Cattolica di Milano il corso di perfezionamento in Economia, la sua attività di formazione è proseguita per l'anno accademico 1962-63 presso la London School of Economics.

Dal luglio 1963 al luglio 1964 il professor Romano Prodi ha prestato la propria attività come ricercatore presso l'ILSES (Istituto Lombardo di Studi Economici e Sociali). In questo periodo ha redatto lo studio "Rassegna della teoria e della rendita urbana e della formazione del prezzo delle aree edificabili" pubblicato su "Rivista di Politica Economica".

Nel 1963 è nominato assistente volontario presso la cattedra di Economia Politica della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bologna.

Nel febbraio 1966 diviene assistente incaricato e il 16 ottobre 1966 assistante ordinario presso la stessa cattedra.

Dal momento del suo insediamento a tempo pieno nell'Università di Bologna, il professor Prodi ha sviluppato in particolare gli studi nel settore dell'economia industriale, pubblicando i seguenti volumi:

- Modello di sviluppo di un settore in rapida crescita: l'industria della ceramica per l'edilizia (Franco Angeli, Milano, 1966);

- Concorrenza dinamica e potere di mercato. Politica Industriale e fusioni d'impresa (Franco Angeli, Milano, 1967).

Nel 1973 è nominato incaricato di economia e politica industriale presso la Libera Università di Trento e nel 1974 è chiamato all'Università di Harvard come visiting professor.

In questi anni, quale direttore del Centro di economia e politica industriale presso l'Università di Bologna conduce studi sul problema dello sviluppo dei settori industriali, sulle politiche industriali nei diversi paesi, sull'impresa pubblica e sull'energia. In questi anni pubblica, tra l'altro:

- La diffusione dell'innovazione nell'industria italiana (Il Mulino, Bologna, 1971);

- Sistema economico e sviluppo industriale in Italia (Il Mulino, Bologna, 1973);

- Il capitolo dedicato all'Italia del Volume "Big Business and the State: Changing Relation in Western Europe" a cura di R. Vernon (Harvard University Press, Cambridge Mass. 1974).

Dal 1974 al 1978 è presidente della società editrice "Il Mulino" di Bologna e dal 1975 dirige la rivista "Industria" edita dalla stessa casa editrice, sulla quale pubblica numerosi saggi.

Dal novembre 1978 al marzo 1979 fa parte del Governo presieduto dall'onorevole Andreotti, in qualità di Ministro dell'Industria.

Nel 1981 promuove la costituzione di Nomisma, società per gli studi economici, della quale presiede il Comitato Scientifico.

In tale veste cura ricerche per le principali istituzioni internazionali relative, ad esempio, ai problemi legati all'ingresso della Spagna nella CEE ed ai problemi delle aree meno sviluppate dell'Europa.

Dal 1981 al 1983 è direttore di "Energia", rivista trimestrale sui problemi energetici.

In questi anni è chiamato a svolgere l'attività didattica nelle principali università straniere: Harvard, London, etc. e pubblica, tra l'altro, i seguenti studi:

- Le trasformazioni dei modi di produrre e delle dimensioni delle imprese in "Quali imprese e quali uomini per la società degli anni '80" a cura di Pastore C., Milano, 1977.

- Un diverso modello per uscire dalla crisi in "Industria in crisi: soluzione nazionale o europea?" a cura di Grassini F.A 1988.

- Italia, "L'intervento pubblico nell'industria: un'analisi comparata", a cura di R. Vernon, Bologna 1978.

- Per una riconversione e ristrutturazione dell'industria italiana, (Il Mulino, Bologna, 1980).

- La crisi delle partecipazioni statali: conseguenze economiche di faticosi processi di decisione. L'industria, n. 1, 1981.

Svolge altresì attività di editorialista per i quotidiani Corriere della Sera, Sole 24 Ore, Resto del Carlino.

Nel novembre del 1982 è nominato dal Governo presidente dell'IRI, incarico nel quale è riconfermato nel novembre 1986.

Nel 1989 è nominato membro del CNEL e Honorary Fellow della London School of Economics and Plotical Science.

Nell'anno accademico 1989-90 ha ripreso l'attività didattica presso la Facoltà di Scienze Politiche.

Nel dicembre 1989 ha aperto l'anno accademico dell'Università degli Studi di Bologna con una prolusione dal titolo "La dimensione economica dei nuovi equilibri europei".

Nel 1992 ha tenuto una serie di "lezioni di economia" alla televisione che hanno avuto un vasto seguito e dalle quali è stato tratto un volume.

Nel maggio 1993 è stato rieletto alla presidenza dell'IRI dalla quale si è dimesso nel 1994 in occasione della formazione del governo Berlusconi.