Aula Didattica - Musei Palazzo Poggi


Marinai e Arte nautica
La storia della scienza ha sempre coinciso con la storia del pensiero scientifico, ma non sempre il contributo determinante che hanno dato gli strumenti è stato pienamente valorizzato.
Tali strumenti, frutto dell'attività dell'uomo, sono stati, invece, supporto indispensabile del navigante, dell`astronomo, dello scienziato, in un rapporto di interazione, che ha permesso nuove conoscenze ed il successivo perfezionamento degli strumenti nel tempo. Gli strumenti, insieme a Colombo, Vespucci, Magellano, sono stati, dunque, i protagonisti di quelle grandi imprese.
Durante il Medioevo la navigazione si basava su una diffusa conoscenza dei venti, delle correnti, dei profili delle coste, sulla posizione del Sole di giorno e su quella delle stelle di notte; la navigazione era "a stima o punto stimato", in base alla direzione della bussola e alla distanza dalla costa: ogni giorno il capitano determinava la posizione della nave, rilevando la rotta e misurando la distanza percorsa sulla carta nautica. Oltre alle comuni carte nautiche, i naviganti facevano ampio uso di globi celesti e terrestri.
I marinai avevano a disposizione alcuni strumenti molto utili per navigare in situazioni difficili, soprattutto in mari sconosciuti, quando non si poteva ricevere aiuto nè dalle carte nautiche, nè dalle direzioni di rotta.
La "toleta del marterologio", che forse significa "regola del mare", era un breve prontuario con cui i marinai si regolavano, soprattutto quando i venti contrari facevano deviare la nave dalla rotta prestabilita.
Lo scorrere del tempo si misurava con la clessidra o l`arenario, strumenti costituiti da due camere comunicanti attraverso uno stretto passaggio e contenenti il primo acqua ed il secondo sabbia. Poichè tali strumenti non erano molto affidabili, si cercava di stabilire la mezzanotte con un notturnale, mentre di giorno si prendevano gli istanti del sorgere, della culminazione e del tramonto del Sole.
La velocità della nave veniva misurata con il solcometro, mentre lo scandaglio era utile per determinare la profondità del mare.
Successivamente si utilizzò anche la balestriglia, semplice strumento nautico-astronomico utile per la misurazione degli angoli a distanza.