Terapia fagica al colpo di fuoco del melo e del pero

La lotta biologica alle malattie batteriche con uso di batteriofagi è da alcuni anni oggetto di grande attenzione. L’invenzione prevede l’uso di un fago per ridurre significativamente la frequenza delle infezioni da Erwinia amylovora, responsabile del colpo di fuoco batterico sul pero e sul melo.

Titolo brevetto Composizione e metodo per prevenire infezioni di tessuti vegetali causate da Erwinia amylovora
Area Chimica e biotecnologie
Titolarità Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Inventori Umberto Mazzucchi, Carla Lucchese, Antonio Mazzucchi
Ambito territoriale di tutela Italia
Stato Disponibile per accordi di licenza
Keywords Colpo di fuoco, Erwinia amylovora, terapia fagica, lotta biologica, fago litico, pomacee
Depositato il 30/04/2013

Il colpo di fuoco causato dal batterio Erwinia amylovora (Ea) è una delle più gravi malattie infettive delle pomacee. La malattia allo stato endemico espone i frutticoltori al rischio di seri danni diretti (es. perdita di raccolto, costi della lotta) e indiretti (es. futura capacità produttiva del frutteto). In condizioni metereologiche favorevoli la malattia può distruggere un frutteto di alberi giovani in una sola stagione vegetativa.

L’invenzione prevede l’uso del fago M9, litico per Ea (bersaglio primario), selezionato per la sua capacità di lisare 29 ceppi di Ea rappresentativi dell’Italia Settentrionale, e di essere propagato in laboratorio su un ceppo di Pantoea vagans, enterobatterio saprofita (bersaglio secondario), non patogeno, comunemente coabitante, come epifita, nella stessa nicchia di Ea. Di conseguenza il fago litico M9 distribuito preventivamente sugli alberi delle pomacee può persistere indefinitamente a spese delle popolazioni di bersagli secondari e può già essere presente sulla pianta ospite nel momento di arrivo di cellule di Ea.

Il fago M9 si moltiplica solo in presenza del batterio bersaglio o di batteri tassonomicamente simili a lui; scompare rapidamente nella nicchia dove è stato aggiunto in assenza di batteri bersaglio; può essere applicato contemporaneamente, nello stesso sub-ecosistema, a organismi eucarioti o procarioti antagonisti di organismi nocivi anche se diversi dai bersagli secondari, possibilmente aumentando l’effetto complessivo. Il fago M9 non presenta effetti sfavorevoli nei confronti di eucarioti. Nella lotta al colpo di fuoco delle pomacee l’invenzione può sostituire rame e antibiotici e può essere alternativa o complementare o sinergica di altri biofitofarmaci. La permanenza del fago M9, condizionata da fattori ambientali e microbici, può essere assicurata dalla presenza nell’ambiente di ceppi naturali di P. vagans o di altri enterobatteri affini. Il fago può essere veicolato preventivamente tramite la contaminazione del terriccio con cui le piante da vivaio vengono vendute.