Dottorato in Studi sul Patrimonio Culturale/ Cultural Heritage Studies

Scheda

Codice 542
Anno accademico 2013-2014
Area tematica Scienze Umanistiche
Ciclo XXIX
Coordinatore Prof. Salvatore Cosentino
Lingua Italiano
Durata 3 anni
Scadenza bando

10/09/2013 (Scaduto)

Data inizio corso 01/01/2014

Caratteristiche

Struttura proponente
Dipartimento di Beni Culturali
Sedi convenzionate
Zentrum fuer Mittelalter-und Fruehneuzeitforschung, Universitaet Goettingen
Centre d'Etudes Supérieures de la Renaissance, Université de Tours
Institute for Social European Studies Foundation
UMR (Unité Mixte de Recherche) 8167 Orient et Mediterranée - CNRS, Université Paris-Sorbonne, Paris IV, Université Panthéon-Sorbonne, Paris 1, Ecole Pratique des Hautes Etudes
Indirizzi e Tematiche di ricerca
  • Patrimonio culturale di civiltà mediterranee e orientali: Bisanzio, Ebraismo, Iran, Vicino Oriente (manoscritti, documenti, epigrafi, sigilli, monete, edilizia e architettura, arte figurativa, cultura materiale, tradizioni etnolinguistiche)
  •  Forme, oggetti e trasmissione della memoria culturale (conoscenza, trasmissione e ricezione dell’immaginario religioso; conoscenza, trasmissione e ricezione del patrimonio musicale; patrimonio culturale: sistema educativo e public history; collezionismo, conservazione e ricezione del patrimonio storico-artistico; tecniche e metodi per la conservazione dei media audiovisivi nell’epoca digitale; scienza del libro e del documento)..
  • Metodologie e tecniche per il restauro e la conservazione dei beni culturali (metodologie e tecniche analitiche per la caratterizzazione dei beni culturali, inquinamento atmosferico e degrado dei monumenti e degli ambienti storico-artistici; monitoraggio micro e macroclimatico di musei, biblioteche e archivi; restauro, conservazione e manutenzione dei beni culturali; studio archeometrico di materiale archeologico; antropologia fisica e paleobotanica).
Obiettivi formativi del dottorato
Gli obiettivi formativi ambiscono a fornire ai dottorandi una conoscenza teorica, pratica e metodologica altamente qualificata del proprio settore di studi, nonché a renderli pienamente consapevoli dei presupposti epistemologici della propria disciplina.
Sbocchi professionali e potenziali settori di impiego del dottorato di ricerca
La preparazione acquisita durante il ciclo di studi ha come sbocco naturale la continuazione della attività scientifica dei dottorandi nell'ambito del sistema universitario. La loro alta qualificazione li rende altresì idonei al mercato del lavoro culturale, italiano ed internazionale: enti pubblici e privati incaricati della conservazione e della tutela dei beni culturali; biblioteche e archivi; pinacoteche e musei.
Posti e borse
6 posti, di cui:
2 posti con borsa di studio di Ateneo, di cui una finanziata dal Dipartimento di Beni Culturali
1 posto con borsa di studio finanziata da enti privati (Fondazione Flaminia Ravenna)
3 posti senza borsa di studio
Posti in sovrannumero: 2

Requisiti d'accesso

Requisiti
Laurea Vecchio Ordinamento;
Laurea Specialistica;
Analogo titolo accademico conseguito anche all’estero, già dichiarato equipollente dalle autorità.
Modalità di ammissione

Vedi II bando ciclo XXIX

Diario delle prove

Vedi II bando ciclo XXIX

Didattica

Tipologia dell'attività svolta dai dottorandi
Per il curriculum 1 (Patrimonio culturale di civiltà mediterranee e orientali) e il curriculum 2 (Forme, oggetti e trasmissione della memoria culturale): - ricerca in biblioteche e archivi; - ricerca sul campo in siti archeologici e monumenti; - ricerca in musei, pinacoteche, fototeche. - ricerca in laboratori musicali. - ricerca in missioni etno-linguistiche. Per il curriculum 3 (Metodi e tecniche per la conservazione dei beni culturali): - ricerca in laboratorio; - ricerca sul campo in siti archeologici e monumenti; - utilizzo di strumentazioni diagnostiche.
Attività di formazione alla ricerca previste per i dottorandi in coerenza con gli obiettivi formativi del dottorato
Sono previste le seguenti attività di formazione alla ricerca: - frequenza di seminari e cicli di conferenza di carattere specialistico e interdisciplinare; - frequenza di lezioni frontali riservate ai dottorandi su aspetti legati all'analisi della documentazione scritta, archeologica, figurativa e musicale (a seconda del tipo di ricerca del dottorando); - frequenza di attività formative in laboratorio; - frequenza di attività di scavo e ricerca sul territorio.
Elementi di internazionalizzazione del dottorato
Gli elementi di internazionalizzazione del dottorato saranno ricercati attraverso le seguenti strategie: - periodi all'estero da parte dei dottorandi italiani; - apertura massima verso i laureati stranieri; - coinvolgimento di docenti stranieri nelle attività formative del dottorato; - accordi e programmi internazionali.
Prodotti e risultati attesi dalle attività di ricerca dei dottorandi
I dottorandi saranno invitati periodicamente (di fronte al collegio dei docenti o in seminari appositamente organizzati) ad esporre i risultati delle ricerche in corso. Da essi ci si aspetta la pubblicazione di almeno due articoli in tre anni, sui temi di loro pertinenza. E' auspicabile, inoltre, che la loro dissertazione venga pubblicata nell'arco di un triennio dalla acquisizione del titolo di dottore di ricerca.
Collegio dei docenti

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