Azioni positive

Il CUG propone un piano di azioni positive per favorire la parità di trattamento sul lavoro e la cultura delle pari opportunità all’interno dell’Università di Bologna.

Piano di Azioni Positive 2014-17

Azioni di formazione e comunicazione rivolte all’Ateneo e/o aperte al pubblico

Un primo ciclo di sei incontri, calendarizzato nell’ a.a. 2014-15 è dedicato al tema del mobbing, con una funzione prevalente di conoscenza di base del fenomeno delle sue dinamiche e sulle sue conseguenze. L’obiettivo del percorso formativo è la diffusione in Ateneo dello stato delle conoscenze e di fornire gli strumenti per favorire la costituzione e la permanenza di un ambiente di lavoro sereno, nel quale la diversità venga percepita come una fonte di ricchezza personale e professionale, e non come un problema, un ostacolo, o un elemento di competizione negativa. Un buon clima, infatti, non è soltanto un presupposto fondamentale perché ciascuno di noi stia bene al lavoro, ma è anche importante per il miglioramento dell’efficienza organizzativa e per la qualità dei servizi resi, al fine di ottimizzare la produttività del lavoro pubblico con un approccio proattivo volto all’individuazione delle strategie di prevenzione primaria e secondaria.

Altri cicli di incontri, singole conferenze o riflessioni anche nel corso di giornate “sensibili” (commemorazioni nazionali o internazionali attinenti alle tematiche delle pari opportunità, del benessere e contro le discriminazioni nel lavoro)  saranno dedicate ai temi delle pari opportunità, alla condivisione e presentazione di azioni e progetti, nazionali ed internazionali, volti a favorire  le condizioni e le politiche per il benessere lavorativo, il rafforzamento del senso di appartenenza, la percezione di gratificazione nel lavoro, la prevenzione del disagio lavorativo ed il tema della disabilità.

Specifiche azioni potranno essere realizzate di concerto con gli altri Organi o settori organizzativi di Ateneo e saranno rivolte alla diffusione di contenuti rilevanti per il bilanciamento, la valorizzazione ed il sostegno di dinamiche positive nello svolgimento dell’attività lavorativa.

Il costante aggiornamento del sito del CUG costituirà un veicolo delle azioni positive svolte, o che troveranno autonomamente sviluppo in Ateneo ed in Città. Anche le iniziative nazionali ed internazionali rilevanti per la diffusione della cultura delle pari opportunità e del benessere nel lavoro verranno veicolate, valorizzate ed aggiornate nel sito del Comitato.

Una specifica azione del CUG riguarderà la rivalutazione del linguaggio usato in tutte le comunicazioni di Ateneo. A questo fine verranno coinvolti esperti linguisti (e.g. Dipartimento di Filosofia Classica e Italianistica) per verificare quale modello moderno di linguaggio possa essere adottato nelle comunicazioni ufficiali e sul sito di Ateneo al fine di rispettare e non annullare le differenze di genere.

Azioni di promozione della cultura delle pari opportunità, del benessere nel lavoro e contro le discriminazioni riguardano anche l’istituzione di premi (tesi di laurea, progetti di fattibilità) legati alla tematiche del Comitato Unico di Garanzia.

Azioni di promozione per la tutela e la garanzia delle pari opportunità

Il CUG segue con molta attenzione, nell’ottica della rimozione delle discriminazioni, l’argomento della valutazione della ricerca in Ateneo, effettuata per molti anni con il sistema RFO (attivo fino all’anno 2014, valutazione 2013) ed attualmente la formulazione di nuovi criteri proposti dal Nucleo di Valutazione di Ateneo. Il CUG richiede alla Commissione per la Valutazione della Ricerca in Ateneo, di prendere in considerazione dei correttivi, come previsto dai criteri per l’Abilitazione Scientifica Nazionale, legati ai “dei periodi di congedo per maternità e di altri periodi di congedo o aspettativa, previsti dalle leggi vigenti e diversi da quelli per motivi di studio.” al fine di porre in essere un meccanismo, di valutazione quali e quantitativa, più equilibrato ed equo. La finalità di questa azione è quella di non adottare metodi di valutazione interni più penalizzanti o discriminanti di quelli applicati in ambito nazionale ed internazionale.

Il CUG intende realizzare, divulgare ed aggiornare annualmente di un bilancio di genere di Ateneo e valutare l’applicazione di un piano di eguaglianza di genere, volto a proporre ed applicare specifiche azioni di miglioramento.

Azioni di networking

Il CUG si fa promotore di un raccordo con gli interlocutori istituzionali interni all’Ateneo con la finalità di creare una rete attiva sui temi del comitato.

Il CUG favorisce un confronto con i CUG ed altre Istituzioni ed Enti esterni nazionali e internazionali e promuove le iniziative legate alle funzioni ed agli obiettivi del CUG, anche attraverso lo strumento del patrocinio.

Il CUG ha sostenuto e collaborato, tramite alcuni suoi membri, alla costituzione di un nuovo Integrated Research Team (IRT) di Ateneo sulle questioni di genere denominato Alma Gender IRT. L’IRT ha lo scopo di censire e mettere in rete le competenze multidisciplinari di Ateneo sui temi di genere, favorendo l’interazione tra esperti di ambiti diversi che possono così più facilmente collaborare a progetti di ricerca e ad iniziative di formazione, nazionali e internazionali.

Azioni di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro

Il Comitato intende proporre interventi per il miglioramento delle condizioni di lavoro “in favore di tutto il Personale dell’Ateneo, compreso il personale non strutturato operante a vario titolo nell’Ateneo” (Art.2 Regolamento CUG) con l’intento di favorire una conciliazione del tempo dedicato al lavoro con il tempo di cura e un miglioramento della qualità della vita. Le azioni delle quali il Comitato intende occuparsi e che proporrà all’Ateneo (valutando anche strumenti di mappatura per verificare le esigenze più sentite dal personale in Ateneo) non saranno soltanto legate all’ambito del rapporto genitoriale, specie nelle prime fasi di vita dei figli,  ma saranno rivolte anche a coloro che hanno in carico persone con disagio (genitori anziani, fratelli/sorelle, compagne/i). Potranno essere considerati studi di fattibilità (spin-off, supporto/formazione mediante tirocini), per la creazione, in nuove aree (e.g. area ex Staveco), di asili nido o asili diffusi, per migliorare la conciliazione tra tempo di vita e di lavoro dei lavoratori padri e delle lavoratrici madri. A questo proposito professionisti formati ed esperti nel lavoro di cura, individuati all’interno della comunità universitaria o in convenzione, potrebbero assistere i bambini e/o anziani durante l’orario lavorativo con particolare attenzione per le fasce di orario (prima delle 9 e dopo le 17) non coperte dalle strutture attive in Città.

Verrà verificato lo stato dell’arte (situazione internazionale, nazionale ed esempi locali) in materia di telelavoro e valutate le possibilità di utilizzo in Ateneo.

Verranno promosse le iniziative volte a ridurre gli spostamenti tra più sedi di lavoro, in particolare quando riguardano una medesima giornata lavorativa, al fine di migliorare il benessere e l’efficienza nel lavoro, attraverso il maggiore sviluppo o l’estensione dell’utilizzo di infrastrutture tecnologiche che permettano la comunicazione e la gestione a distanza di alcune attività di didattica, ricerca e di supporto alla didattica ed alla ricerca (collaborazione con il CESIA).