Personaggi celebri, ospiti e allievi illustri

Già nei primi secoli lo Studium bolognese è stato meta di ospiti illustri e studiosi.
Statua Carducci

I primi studiosi di cui si ha documentazione sono Pepone e Irnerio, quest'ultimo definito dai posteri "lucerna iuris". Con la consulenza di quattro doctores ritenuti suoi allievi, Federico I promulga nel 1158 la Costitutio Habita con cui l'Università diventa, per legge, un luogo in cui la ricerca si sviluppa indipendentemente da ogni altro potere.

La fama dello Studium si diffuse in tutta Europa e molti dotti inglesi vennero a studiare a Bologna. Tra costoro forse il più famoso fu Thomas Becket. Ma nei secoli successivi Bologna ebbe come studiosi e studenti in visita altre illustri personalità come Pico della Mirandola e Leon Battista Alberti, che vi studiarono diritto canonico, nel 1506 fu la volta di Erasmo da Rotterdam, studente quasi quarantenne per un anno.

Negli stessi anni terminava il proprio triennio di studi a Bologna Niccolò Copernico, che fu membro della nazione germanica. Egli studiava diritto pontificio, ma nel contempo iniziava le proprie osservazioni astronomiche e nel "De revolutionibus orbium coelestium" ricorda una osservazione fatta a Bologna la notte del 9 marzo 1497. Poi ancora, Paracelso, Abrecht Dürer, San Carlo Borromeo, Torquato Tasso, Carlo Goldoni.

La leggenda parla di una donna che insegnò a Bologna tra il XII e il XIII secolo, Bettisia Gozzadini. La tradizione vuole che non solo tenesse le sue lezioni nello Studium ma anche nelle pubbliche piazze di fronte a grandi folle.

Nel XV secolo si costituiscono insegnamenti di greco e di ebraico, e nel XVI secolo quelli di "magia naturale", cioè la scienza sperimentale. Il filosofo Pietro Pomponazzi sostiene lo studio delle leggi naturali malgrado le posizioni tradizionaliste della teologia e della filosofia. Una figura rappresentativa di questo periodo è Ulisse Aldrovandi che estende il suo contributo alla farmacopea, allo studio degli animali, dei fossili e di varie meraviglie di natura che raccolse e classificò. 

Nel XVII secolo il periodo aureo della medicina bolognese coincide con l'insegnamento di Marcello Malpighi, che ricorre al microscopio per le ricerche anatomiche.

L'Università di Bologna ammise le donne all'insegnamento sin dal XII secolo. Questa apertura a studiosi di sesso femminile è evidente nel XVIII secolo. Le nuove idee dell'illuminismo stavano mutando antichi pregiudizi e in tutta Europa si discuteva il problema della cultura delle donne. Tra le più celebri insegnanti di sesso femminile si ricorda Laura Bassi: nel 1732 ebbe la cattedra di filosofia e nel 1776 quella di fisica sperimentale, e si occupò di logica, metafisica, filosofia, chimica, idraulica, matematica, meccanica, algebra, geometria, lingue antiche e moderne.

Nel XVIII secolo, l'Università promuove lo sviluppo scientifico e tecnologico. A questo periodo risalgono gli studi Luigi Galvani che, con Alessandro Volta, Benjamin Franklin e Henry Cavendish, è uno dei fondatori dell'elettrotecnica moderna.
Il periodo successivo alla nascita dello stato unitario italiano è per l'Università di Bologna un'epoca di grande rilancio in cui spiccano le figure di Giovanni Capellini, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Augusto Righi, Federigo Enriques, Giacomo Ciamician, Augusto Murri.