Curriculum Vitae
- Nato a Bologna il 15 marzo 1948.
- Laureato in Farmacia presso l'Università di Bologna il 5
dicembre 1973 e subito dopo abilitato all'esercizio della
professione di farmacista.
- Iscritto all'Albo dell'Ordine dei Farmacisti della Provincia di
Bologna dal gennaio 1974 a tutt'oggi.
- Segretario dell'Ordine dei Farmacisti della Provincia di
Bologna nel triennio 1981-1984.
- Nell'anno accademico 1989/90 conseguiva il diploma di
perfezionamento in Diritto Sanitario presso la Facoltà di
Giurisprudenza dell'Università di Bologna.
- Ricercatore universitario nel settore tecnologico-legislativo
dal 1974 al 1986.
- Professore associato dal 1986 al 2005.
- Professore straordinario dal 2005 al 30 settembre 2008.
- Professore ordinario dal 1° ottobre 2008; tiene gli
insegnamenti di Tecnologia, socioeconomia e legislazione
farmaceutiche presso le sedi di Bologna e Rimini, di Legislazione
erboristica nella sede di Bologna-Imola ed è docente nella Scuola
di specializzazione in farmacia ospedaliera dell'Università di
Bologna.
- Promotore e direttore del Corso di Perfezionamento in
Tecnologia e Legislazione Galenica (TELGA) dal 1999 al 2004.
- E' socio di varie associazioni scientifiche e professionali:
ADRITELF, AFI, ed è stato vice-presidente dell'Association
européenne de droit et économie pharmaceutique con sede a Grenoble
(Francia).
- E' vice-presidente di U.T.I.Far (Unione Tecnica Italiana
Farmacisti) con sede a Milano.
- Svolge attività di consulenza per vari Ordini professionali
(Ordini dei Farmacisti di Bologna, Forlì-Cesena, Reggio Emilia,
Ravenna), associazioni di farmacisti (Federfarma Emilia-Romagna,
Federfarma Bologna, Reggio Emilia, Rimini, Bolzano), cooperative
(COROFAR). Coordina l'attività di consulenza legislativa
dell'U.T.I.Far da circa quindici anni.
Le linee di ricerca nelle quali si è sviluppata l'attività
del Prof. Maurizio Cini possono essere schematizzate nei seguenti
campi:
1.
Forme solide (matrici monolitiche, polveri a rilascio
modificato, filmatura acquosa, inserti oftalmici);
2.
Partizione di farmaci in sistemi bifasici e trifasici;
3.
Legislazione farmaceutica e socioeconomia;
4.
Brevettistica farmaceutica.
1. Forme solide - Nell'ambito dello studio delle
forme solide possono essere individuati più percorsi,
corrispondenti ai diversi momenti di sviluppo della ricerca nel
campo tecnologico, in accordo con la sempre più sentita esigenza di
realizzare forme farmaceutiche innovative.
L'interesse scientifico è così passato dalla messa a punto di
apparecchiature per lo studio della dissoluzione dei principi
attivi da forme solide in relazione ai parametri formulativi e
tecnologici, alla realizzazione di matrici a rilascio modificato
con l'impiego di eccipienti di varia natura.
L'interesse alle forme solide ha poi avuto uno sviluppo
innovativo con la proposta di un metodo per la compattazione di
polveri mediante energia ultrasonica. Gli studi hanno così permesso
di verificare la possibilità di applicare al campo farmaceutico la
tecnologia degli ultrasuoni che già trovava largo impiego in altri
settori industriali.
Si potuto infatti osservare come, mediante gli ultrasuoni, sia
possibile realizzare forme solide con caratteristiche di rilascio
molto diverse dalle stesse forme ottenute per compressione
tradizionale. Le matrici ottenute mostrano, per i principi attivi
utilizzati, profili di cessione del farmaco più lenti rispetto alle
compresse tradizionali e si è potuto altresì verificare come la
diminuzione della velocità di cessione dipenda anche dall'entità
dell'energia applicata.
Lo studio dei materiali ottenuti è stato effettuato mediante:
analisi termica utilizzando le tecniche della calorimetria
differenziale a scansione (DSC) e della termomicroscopia
(HSM); spettroscopia IR; microscopia elettronica a scansione
(SEM). E' stata misurata inoltre la porosità apparente e quella
vera delle matrici. Si è potuto allora concludere che la tecnologia
ultrasonica determina una effettiva sinterizzazione dei materiali
trattati senza determinare, come si è potuto osservare nelle
preparazioni realizzate, fenomeni di decomposizione dei materiali
compattati. Si è inoltre osservata, utilizzando eccipienti ad
elevata solubilità, la possibilità di promuovere la dissoluzione di
principi attivi poco solubili.
La tecnologia ultrasonica è poi stata estesa alla produzione di
polveri mediante spray-drying e spray-congealing,
rispettivamente di soluzioni e di masse cerose fuse contenenti
principi attivi. Le caratteristiche tecnologiche dei materiali così
ottenuti presentano valori di scorrimento favorevoli e
caratteristiche di rilascio che possono essere modificate
scegliendo opportunamente gli eccipienti e le condizioni operative
dell'apparecchiatura. L'entità dell'energia ultrasonica può infatti
influenzare le dimensioni delle particelle ottenute e la loro
distribuzione in un numero più o meno elevato di classi
dimensionali.
Le metodiche proposte, accompagnate anche dalla descrizione
delle relative apparecchiature, sono state oggetto di brevetti
internazionali e costituiscono una estensione dell'interesse per la
produzione di polveri mediante nebulizzazione.
Gli studi sulle forme solide si sono anche estesi alle
problematiche della filmatura di compresse e granulati con mezzi
acquosi. Sono così stati valutati i parametri che intervengono nel
processo di filmatura in bassina al fine di ottimizzare le
condizioni operative degli impianti. In tale campo è stata
inoltre proposta un'apparecchiatura, di concezione innovativa, per
la filmatura di particelle.
Nell'ambito dello studio delle forme solide è stata valutata la
possibilità di realizzare, mediante estrusione, inserti oftalmici
per il trattamento delle patologie dell'occhio con particolare
riferimento al controllo della pressione intraoculare.
Di recente è stata verificata la possibilità di ottenere
granulati, mediante la tecnologia tradizionale a umido, sostituendo
il liquido acquoso con vapore acqueo. I risultati ottenuti sono
apparsi soddisfacenti per la rapidità del processo e per le
migliori caratteristiche intrinseche del prodotto. Tale procedura,
apparendo degna di approfondimento, costituisce pertanto un campo
di ricerca attualmente in fase di sviluppo.
Sempre mediante granulazione a umido tramite vapore acqueo, è
stata presentata una tecnica capace di attuare il
taste-masking (mascheramento del gusto) di forme solide
orali a base di principi attivi dal sapore sgradevole.
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2. Partizione di farmaci in sistemi bifasici e trifasici
- Nella prima fase dell'attività scientifica, la ricerca fu rivolta
anche agli studi sulla partizione di principi attivi in sistemi
bifasici e trifasici, descrivendo dapprima le cinetiche di cessione
interfase in sistemi A/O e valutando l'influenza esercitata dalla
presenza di tensioattivi a bassa concentrazione anche in relazione
alla permeabilità cutanea. Per quanto attiene lo studio della
partizione trifasica è stata messa a punto una cella per la
valutazione del processo con la quale è stata valutata la
partizione di una serie di barbiturici in un sistema: tampone
pH 7,4/n-ottanolo/tampone pH 7,4. Successivamente la ricerca in
questo campo ha permesso la messa a punto di modelli matematici
capaci di descrivere la partizione di farmaci non dissociabili,
quali il prednisone, e dissociabili, quali il ketoprofene, in
sistemi bifasici. Per quest'ultimo principio attivo è stato inoltre
proposto un modello della partizione trifasica A/OA. Un più recente
approccio ha permesso inoltre di studiare la partizione dei sali
del diclofenac.
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3. Legislazione farmaceutica e socioeconomia -
Nell'ambito della legislazione farmaceutica e della farmacoeconomia
è stata condotta, fino dai primi momenti, un'attività dapprima di
studio e poi di interpretazione critica della normativa vigente,
sia per quanto attiene alla disciplina dei medicinali che a quella
della loro dispensazione tramite le farmacie.
Il primo approccio a tale settore è avvenuto parallelamente ad
una formazione di tipo giuridico conseguita frequentando il Corso
di Perfezionamento, allora biennale, in Diritto Sanitario presso la
Scuola di Perfezionamento in Scienze Amministrative (S.P.I.S.A.,
ora Scuola di specializzazione in studi sull'amministrazione
pubblica) della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli
Studi di Bologna. Tale formazione, prettamente di diritto
amministrativo applicato alla sanità, ha permesso, in seguito, di
affrontare la normativa che disciplina il servizio farmaceutico in
modo critico nei confronti di un'applicazione delle norme di legge
e regolamentari troppo spesso irrazionale e contraddittoria. Le
problematiche sono state trattate dal punto di vista dottrinale più
che meramente divulgativo, comparando le norme studiate con la
disciplina previgente e con la produzione
giurisprudenziale.
L'esigenza, sentita dalla Facoltà di Farmacia, di coltivare al
proprio interno competenze in campo regolatorio per l'evoluzione
conseguente ai nuovi ordinamenti didattici, ha portato a
sviluppare, fin dal primo momento, rapporti di collaborazione con
gli Organismi professionali istituzionali (Ordini dei farmacisti,
Federazione nazionale) e, successivamente, anche con le
rappresentanze delle farmacie pubbliche e private, per la corretta
interpretazione della copiosa produzione normativa comunitaria e
nazionale di recepimento. Questo campo di interesse è documentato
da pubblicazioni su riviste italiane a carattere scientifico
e su riviste professionali distribuite alle farmacie nell'ambito di
un costante contributo alle esigenze della professione di
farmacista nell'ambito di una notevole attività pubblicistica e da
comunicazioni a congressi nazionali ed internazionali su
problematiche normative e di attualità. Nell'ambito della
responsabilità nell'esercizio delle professioni sanitarie è stato
approfondito, di recente, tale aspetto nel momento della
prescrizione medica dei medicinali che, inevitabilmente, coinvolge
anche il farmacista, dovendosi però nettamente delimitare i
reciproci profili di responsabilità tra medico e farmacista.
Infine è stato fornito un contributo editoriale rivolto agli
studenti, ai giuristi ed ai farmacisti con alcune pubblicazioni
sotto forma di testi o manuali di consultazione pratica.
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4. Brevettistica farmaceutica - L'approccio a
questa disciplina si è sviluppato solamente negli ultimi anni con i
seguenti obiettivi: 1) studiare ed approfondire un campo molto
particolare del diritto industriale che, a differenza degli altri
settori industriali, presenta aspetti peculiari, soprattutto in
relazione al fatto che lo sfruttamento economico dell'invenzione
può avvenire solamente in seguito all'ottenimento
dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale
(A.I.C.); 2) la necessità di sviluppare la ricerca in un settore di
interesse non solo dottrinale, ma anche didattico in relazione alla
formazione dei laureati in farmacia, in chimica e tecnologia
farmaceutiche ed in informazione scientifica sul farmaco.
Il brevetto farmaceutico, avendo ottenuto una estensione
temporale mediante l'introduzione del CCP (certificato
complementare di protezione), si colloca in una posizione del tutto
particolare rispetto alle altre tipologie di tutela della proprietà
industriale anche in relazione agli aspetti etici e
socio-economici. Proprio per motivazioni di questa natura il
brevetto dei farmaci, in Italia, non era possibile fino al 1979
quando, in seguito ad una sentenza della Corte Costituzionale,
venne introdotto con una limitazione però a salvaguardia del
diritto di ogni cittadino di essere curato con formulazioni
personalizzate. Oggi tale diritto si scontra con interpretazioni
che sembrano tutelare solo l'interesse industriale e pertanto, dopo
un primo approccio puramente divulgativo, la ricerca è ora rivolta
al commento dell'evoluzione legislativa e giurisprudenziale
delle problematiche relative al brevetto farmaceutico ed è
orientata, con studi al momento in corso, all'interpretazione del
nuovo codice della proprietà industriale (decreto legislativo
10.02.2005, n. 30). Sempre in prospettiva sono allo studio, nello
stesso campo, la normativa dei principali paesi industrializzati a
livello mondiale ed all'interno dell'Unione europea, per quanto
attiene sia alla sintesi di nuovi farmaci che alle invenzioni
biotecnologiche.