Marco Zoli
Professore ordinario
Direttore Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche
MED/09 MEDICINA INTERNA (MED/09)
http://www.unibo.it/docenti/marco.zoli
Temi di ricerca estesi
1) Valutazione e confronto fra parametri emodinamici non
invasivi (eco-color-Doppler) e parametri invasivi (cateterismo
delle vene sovraepatiche - HVPG) nei pazienti con cirrosi epatica
ed ipertensione portale in varie situazioni cliniche.
1a) Pazienti con cirrosi epatica candidati alla
profilassi primaria con beta-bloccanti: i dati eco-color-Doppler
portali e splancnici misurati prima dell'inizio della terapia
farmacologica e dopo tre mesi di trattamento vengono utilizzati con
lo scopo di identificare i pazienti con buona risposta
emodinamica (riduzione dell'HVPG di almeno il 20% rispetto al
valore basale). I risultati fino ad ora ottenuti suggeriscono che
un profilo emodinamico caratterizzato da una maggiore
vasodilatazione arteriosa splancnica contribuisce a predire una
scarsa risposta pressoria ai beta-bloccanti consentendo di
selezionare il trattamento più idoneo nelle varie condizioni di
ipertensione portale.
1b) Pazienti con cirrosi epatica e varici esofagee
senza insufficienza renale: è stata analizzata la correlazione tra
impedenza vascolare a livello delle diramazioni intraparenchimali
dell'arteria renale e HVPG. I dati ottenuti hanno evidenziato che
indici di resistenza e di pulsatilità al di sopra del normale sono
caratteristici di pazienti con ipertensione portale clinicamente
severa (HVPG >16 mmHg).
1c) Pazienti cirrotici con collaterali
porto-sistemiche addominali. I dati ottenuti documentano che la
presenza/comparsa, all'eco-color-Doppler, di circoli collaterali
identifica un sottogruppo di pazienti con ipertensione portale più
severa (HVPG >16 mmHg) ad alto rischio di morte per
complicazioni della cirrosi epatica.
1d) Lo studio funzionale dell'emodinamica epatica con
mezzo di contrasto ecoamplificatore ha dimostrato che la velocità
di transito, calcolata a livello delle vene sovraepatiche, è
sensibilmente minore nei pazienti con cirrosi epatica rispetto ai
pazienti affetti da epatopatia cronica e rispetto ai controlli
sani. Sono in corso studi per valutare se esiste una
correlazione tra il tempo di transito del mezzo di contrasto nelle
vene sovraepatiche (HVAT: Hepatic Vein Arrival Time) e l'HVPG,
ovvero se al diminuire del HVAT incrementa la severità della
ipertensione portale come misurato dall'HVPG. I dati preliminari
documentano tale correlazione. Come secondo obiettivo dello studio
si vuole inoltre osservare se il calo della pressione portale
ottenuto con la terapia farmacologica (beta bloccante) possa
corrispondere ad una modificazione (incremento) della HVAT e ad una
corrispondente diminuzione dell'HVPG. Tale parametro ecografico
potrebbe così guidare la terapia dell'ipertensione portale con una
metodica non invasiva.
1e) Profilassi del primo sanguinamento nei pazienti
cirrotici con varici esofagee senza precedenti emorragici. Continua
la valutazione delle metodiche diagnostico-terapeutiche più idonee
per prevenire il sanguinamento gastro-intestinale da rottura delle
varici esofagee.
1f) Pazienti con cirrosi epatica compensata con
varici esofagee: valutazione della risposta emodinamica a breve e
lungo termine (tramite misurazioni, ripetute nel tempo, di
HVPG) della profilassi primaria con beta-bloccanti: i dati ottenuti
hanno dimostrato che un numero cospicuo di pazienti risultati
responders emodinamici a un mese dall'inizio del trattamento con
beta-bloccanti, tendono a perdere la risposta emodinamica,
nonostante la continuazione della terapia, probabilmente per via
della naturale progressione della malattia epatica. Tali pazienti
ritornano a rischio di complicazioni e peggioramento della
patologia comportandosi di fatto come non responders.
1g) Pazienti con cirrosi epatica compensata e varici
esofagee senza precedenti emorragici risultati non responders al
trattamento di profilassi primaria con beta-bloccanti
(propanololo): sono in corso studi di valutazione delle tecniche
terapeutiche migliori in questo cospicuo sottogruppo di pazienti. I
dati ottenuti da un'analisi iniziale retrospettiva analizzando
varie strategie terapeutiche (continuare beta-bloccante, cambiare
beta-bloccante ad es. utilizzando il più innovativo carvedilolo,
aggiungere nitroderivato, utilizzare la legatura endoscopica delle
varici) hanno mostrato una tendenza all'aumento dell'HVPG nei
pazienti sottoposti alla procedura endoscopica e una lieve tendenza
al miglioramento in coloro in cui viene utilizzato il
carvedilolo.
2) Valutazione della popolazione >65 anni in tre comuni
della provincia di Bologna ai fini epidemiologici e di intervento
sullo stile di vita.
Nel dicembre 2003/gennaio 2004 è iniziata la valutazione, mediante
questionario inviato per posta, della popolazione di età superiore
ai 65 anni, di tre comuni della provincia di Bologna: Pianoro, Zola
Predosa, Sasso Marconi. Il questionario ha consentito di
raccogliere informazioni relative alla quantità dell'attività
fisica svolta, alla qualità della vita, al grado di autonomia, ai
fattori di rischio, in particolare ai fattori di rischio
cardio-vascolare, e ai farmaci assunti. I cittadini residenti nel
comune di Pianoro (“popolazione trattata”) sono poi stati
sottoposti a valutazione clinica, laboratorsitica e strumentale
(ECG, ecografia addominale, test di performance motoria). Sulla
base dei risultati ottenuti i cittadini sono stati invitati ad
incrementare la loro attività fisica secondo programmi motori
definiti con i colleghi della Facoltà di Scienze Motorie. Un
sottogruppo di soggetti è stato avviato ad un programma
individualizzato di attività fisica trisettimanale in palestra. In
questo sottogruppo sono state effettuate ulteriori indagini di tipo
cardio-vascolare (ecocardiografia, eco-Doppler carotideo,
valutazione della vasodilatazione endotelio-dipendente) che hanno
documentato che una adeguata attività fisica consente di ottenere
un miglioramento dei parametri di performance muscolare ed anche un
mantenimento delle performance cognitive, mentre si è assistito ad
un decadimento cognitivo nel sottogruppo di cittadini non
sottoposto ad attività motoria. Nel dicembre 2009, a distanza di 6
anni, alla stessa popolazione dei 3 comuni (Pianoro, Zola Predosa,
Sasso Marconi) è stato inviato lo stesso questionario che ha
consentito di rivalutare gli stessi parametri e quindi di
apprezzare le modificazioni avvenute in relazione a stile di vita,
fattori di rischio cardio-vacolare, farmaci assunti e grado di
autonomia. Nel periodo novembre 2010 - novembre 2011 è stato poi
eseguito il controllo clinico della popolazione “trattata”
(Pianoro) con lo scopo di definire se è stato possibile
incrementare l'attività fisica media in una popolazione anziana e
se questo incremento ha determinato vantaggi significativi in
termini di qualità di vita, di costi socio-sanitari, di morbilità e
di sopravvivenza, con particolare riferimento all'apparato
cardio-vascolare, alla sindrome metabolica e al decadimento
cognitivo.
3) Studi sull'epidemiologia dell'epatocarcinoma e sulle
alterazioni emodinamiche conseguenti al suo trattamento con
chemioembolizzazione.
3a) Continua la collaborazione col gruppo di studio
ITALICA (Italian Liver Cancer group). La raccolta di dati
clinico-laboratoristici e strumentali di pazienti con
epatocarcinoma in numerosi centri italiani sta consentendo di
definire meglio l'epidemiologia della malattia nella popolazione
italiana ed i fattori che contribuiscono alla diagnosi precoce ed
alla prognosi di questa malattia.
3b) Valutazione dell'effetto della
chemioembolizzazione (CEAT) sulla pressione portale in pazienti con
epatocarcinoma su cirrosi epatica. L'effetto emodinamico
dell'occlusione arteriosa selettiva e dell'infusione di
chemioterapici a livello epatico in pazienti con HCC su cirrosi non
è conosciuto. La valutazione dell'HVPG basalmente, durante il
trattamento e dopo 3 giorni dalla CEAT, momento della massima
citolisi conseguente al trattamento, contribuisce a chiarire tale
effetto. I dati raccolti documentano che in alcuni pazienti si ha
una netta riduzione della pressione portale subito dopo il
trattamento e che il valore di HVPG ritorna ai livelli basali in
terza giornata post-CEAT.
4) Ictus cerebrale in fase acuta: definizione dei fattori
prognostici e trattamento.
Nella Divisione di Medicina Interna diretta dal Prof. Zoli nel 2006
è stata attivata la Stroke Unit, reparto dedicato all'assistenza
dei pazienti con ictus cerebrale in fase acuta. Sono quindi in
corso studi per la identificazione dei parametri utili per la
definizione della prognosi in fase acuta, quindi potenzialmente
utili per la selezione dei pazienti che possono giovarsi dei
trattamenti medici e riabilitativi precoci. Si è concluso uno
studio randomizzato per valutare l'effetto di un trattamento
precoce con atorvastatina ad alte dosi. I dati raccolti documentano
che tale trattamento riduce la mortalità e la disabilità a 3-6 mesi
dall'evento.