Temi di ricerca
La ricerca basata su un approccio di tipo interdisciplinare e
sulle più recenti e aggiornate metodologie di indagine, attenta
anche alla cultura materiale, si è occupata e continua a occuparsi
pure di inedito, di monumenti o aree prima quasi inesplorate, di
urbanistica, di insediamento, di popolamento, di archeologia del
paesaggio. Lo studio tende alla valorizzazione dei territori, anche
in àmbito locale, alla salvaguardia e alla fruizione del bene
culturale pure qualora si possa giungere a scavi o sondaggi mirati.
Importante anche l'indagine relativa al dato scultoreo.
I principali temi di ricerca hanno approfondito e continuano ad
approfondire lo studio dei monumenti intesi anche quali fonti
storiche e il loro inserimento nelle questioni di urbanistica,
insediamento e popolamento sia in Occidente che in Oriente, aprendo
pure un nuovo filone di indagine rivolto all'Asia Centrale e
all'Estremo Oriente. I testi sono inseriti in un contesto aperto ad
una lettura culturale di storia della mentalità oltre che in un
campo economico, politico e sociale.
Si entra così anche nella definizione dei caratteri di diverse aree
culturali. Si sono indicati ulteriori campi di studio che hanno
portato all'acquisizione di nuovi dati o all'apertura di piste di
ricerca che andranno ancora indagate.
Si sono approfondite e si approfondiscono le questioni
dell'urbanistica tardoantica e medievale, così come i problemi
degli spazi sacri, sia urbani che suburbani, delle sedi episcopali,
dei martyria, e quindi dei santuari, delle reliquie, dei
pellegrinaggi, delle aree cimiteriali pure urbane studiando una
città che si trasforma dopo il periodo antico e che si configura
lentamente quale città medievale. Gli studi hanno evidenziato la
differenza fra Oriente e Occidente nel divenire di tale città
che,ad esempio,conosce nel Medio Oriente una presenza precoce in
urbe per i martyria. L'attenzione, fra gli altri, al
problema dei santuari ha portato ad affrontare monumenti di lunga
tradizione di studi e ad ampliarsi a situazioni su cui la critica
si confronta e continua a confrontarsi, come quella del S. Demetrio
di Tessalonica, del S. Giovanni di Efeso, del S. Marco di Venezia o
di Mont-Saint-Michel. Santuari importanti sono usciti anche dallo
studio attento delle fonti scritte o dalla rivisitazione di vecchi
scavi. L'attenzione all'evolversi della mentalità ha portato pure a
entrare nella questione degli “uomini santuario”. Ci si è rivolti
anche all'indagine su Ravenna e sul suo territorio pure in
relazione ai monumenti, all'urbanistica, all'insediamento, al
sistema santuariale, ai pellegrinaggi, alle sculture -oggetto di
rivisitazione critica- e a ogni aspetto decorativo. Altrettanto
dicasi per Bologna e per vari centri della Cisalpina,
della Cispadana e delle aree limitrofe.
Si è approfondita e si continua ad approfondire la questione e
l'evolversi delle prime sedi episcopali e dei relativi battisteri,
degli episcopia, giungendo anche a soluzioni su problemi
aperti o ad aprire settori di ricerca. In questa prospettiva si
sono tracciate nuove piste per varie città, ad esempio anche per
Sarsina e il suo territorio. A Sarsina, che comincia ora a
emergere, come il suo territorio, in una nuova veste tardoantica e
medievale, si sono ritrovati anche il battistero e i resti di una
ulteriore basilica del quartiere episcopale. Ci si è immessi così
in orizzonti culturali ampi che hanno coinvolto problemi quali, fra
gli altri, i "gruppi di chiese", le "basiliche doppie", le
basiliche vescovili "di rifugio", rocche e santuari, le
cattedrali-santuario, i contatti del vescovo Vicinio col grande
culto dell'Arcangelo, il riuso delle alture e il problema del
reimpiego, anche in urbe, degli impianti antichi (R.
BUDRIESI, Sarsina, la nuova città tardoantica e medievale e i
suoi orizzonti, in "Kačić: zbornik Franjevačke Provincije
Presvetog Otkupitelja", 41-43 (2009-2011), pp. 721-775).
Sulla complessa problematica del suburbio si è tenuta una relazione
pure all'ultimo Congresso Internazionale di Archeologia Cristiana
svoltosi a Toledo nel settembre 2008. Si è indagato il rapporto tra
santuari, protovescovi e patroni tenendo una relazione, nel
settembre 2010, al Congresso Nazionale di Archeologia Cristiana e
portando ulteriormente avanti anche il possibile legame cattedrali
/ santuari.
Aprendo, poi, a una nuova archeologia dei contesti si è tenuta,
nell'ottobre 2011 a Ravenna in occasione di "Cent'anni di Felix
Ravenna (1911-2011)", una relazione dal titolo
Gli indicatori
archeologici della presenza cristiana nella società tardoantica e
medievale, di imminente pubblicazione.
Nel territorio dati nuovi sono usciti dallo studio del fenomeno
plebano visto nelle sue origini (prepievi), nelle sue evoluzioni ,
nelle rivisitazioni cronologiche e nei rapporti pure col fenomeno
castrense e abbaziale. Pievi che sono state riscontrate anche in
àmbito urbano e in cui si sono colti indicatori per la ricerca
della presenza delle prime "cattedrali". Una notevole attenzione si
è rivolta e si rivolge pure allo studio delle abbazie, dei santuari
e del ruolo da loro svolto nel contesto culturale.
Importanti elementi sono usciti ed escono anche da un'indagine
della scultura basata su di un nuovo approccio di tipo tecnico e
officinale affiancante lo studio linguistico e morfologico. Con
questo approccio si sono indagate, per i Corpora del CISAM,
anche le sculture di numerose diocesi della parte orientale della
regione Emilia Romagna e dell'area feretrana.
I dati iconografici rilevati per ora in campo scultoreo, ma che
possono ampliarsi a ogni altro tipo di manifestazione archeologico
– artistica, hanno permesso di individuare scelte mirate che legano
territori dove è storicamente accertata una presenza barbarica o
dove tale presenza non emerge da fonti note. In tal senso riscontri
interessanti si sono individuati pure al di fuori dell'àmbito
italiano (ad esempio in Istria o in Croazia).
Si è entrati quindi nella questione relativa alla definizione di
un'arte longobarda e nel solco delle acculturazioni reciproche tra
culture mediterranee e culture diverse, anche gote. Rilevante in
tal caso pure lo studio dei confini, delle aree culturali anche
interne, degli apporti non solo bizantini in terre "bizantine" o
barbarici in terre "barbariche". Su tali tematiche si sono
organizzati e curati scientificamente già tre Incontri
Internazionali di Studi sulla scultura tardoantica e medievale ed è
in fase di preparazione il quarto Incontro.
Anche per la pittura e in particolare per quella musiva importanti
elementi sono usciti ed escono pure da un'indagine basata su di un
nuovo approccio di tipo archeologico.
Di grande interesse le ricerche sul Nord Africa e su un
territorio come l'attuale Algeria dove sono stati condotti e si
spera di poter condurre sondaggi e scavi nelle città di Tipasa e di
Timgad.
Si tratta di un'archeologia postclassica in itinere,
di ampio respiro, sia geografico che cronologico, che va ben oltre
l'approccio di tipo più tradizionale e che trova un significativo
incrocio non solo con le tematiche del mondo antico, tardoantico,
medievale, post-medievale e oltre nelle aree tradizionalmente
studiate, ma che si apre pure a nuovi àmbiti di ricerca.
Si prevedono entro il 2013: pubblicazioni di monografie,
pubblicazioni in riviste, pubblicazioni in Atti di Convegni
Nazionali e Internazionali, organizzazioni di Convegni
Internazionali; collaborazioni anche con Università, Accademie
europee ed extraeuropee, e trasferimenti di conoscenze ad enti
esterni (pubblici o privati).