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Roberta Budriesi

Professore ordinario

L-ANT/08 ARCHEOLOGIA CRISTIANA E MEDIEVALE


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Temi di ricerca

La ricerca basata su un approccio di tipo interdisciplinare e sulle più recenti e aggiornate metodologie di indagine, attenta anche alla cultura materiale, si è occupata e continua a occuparsi pure di inedito, di monumenti o aree prima quasi inesplorate, di urbanistica, di insediamento, di popolamento, di archeologia del paesaggio. Lo studio tende alla valorizzazione dei territori, anche in àmbito locale, alla salvaguardia e alla fruizione del bene culturale pure qualora si possa giungere a scavi o sondaggi mirati. Importante anche l'indagine relativa al dato scultoreo.
I principali temi di ricerca hanno approfondito e continuano ad approfondire lo studio dei monumenti intesi anche quali fonti storiche e il loro inserimento nelle questioni di urbanistica, insediamento e popolamento sia in Occidente che in Oriente, aprendo pure un nuovo filone di indagine rivolto all'Asia Centrale e all'Estremo Oriente. I testi sono inseriti in un contesto aperto ad una lettura culturale di storia della mentalità oltre che in un campo economico, politico e sociale.
Si entra così anche nella definizione dei caratteri di diverse aree culturali. Si sono indicati ulteriori campi di studio che hanno portato all'acquisizione di nuovi dati o all'apertura di piste di ricerca che andranno ancora indagate.
Si sono approfondite e si approfondiscono le questioni dell'urbanistica tardoantica e medievale, così come i problemi degli spazi sacri, sia urbani che suburbani, delle sedi episcopali, dei martyria, e quindi dei santuari, delle reliquie, dei pellegrinaggi, delle aree cimiteriali pure urbane studiando una città che si trasforma dopo il periodo antico e che si configura lentamente quale città medievale. Gli studi hanno evidenziato la differenza fra Oriente e Occidente nel divenire di tale città che,ad esempio,conosce nel Medio Oriente una presenza precoce in urbe per i martyria. L'attenzione, fra gli altri, al problema dei santuari ha portato ad affrontare monumenti di lunga tradizione di studi e ad ampliarsi a situazioni su cui la critica si confronta e continua a confrontarsi, come quella del S. Demetrio di Tessalonica, del S. Giovanni di Efeso, del S. Marco di Venezia o di Mont-Saint-Michel. Santuari importanti sono usciti anche dallo studio attento delle fonti scritte o dalla rivisitazione di vecchi scavi. L'attenzione all'evolversi della mentalità ha portato pure a entrare nella questione degli “uomini santuario”. Ci si è rivolti anche all'indagine su Ravenna e sul suo territorio pure in relazione ai monumenti, all'urbanistica, all'insediamento, al sistema santuariale, ai pellegrinaggi, alle sculture -oggetto di rivisitazione critica- e a ogni aspetto decorativo. Altrettanto dicasi per Bologna e per vari centri della Cisalpina, della Cispadana e delle aree limitrofe.

Si è approfondita e si continua ad approfondire la questione e l'evolversi delle prime sedi episcopali e dei relativi battisteri, degli episcopia, giungendo anche a soluzioni su problemi aperti o ad aprire settori di ricerca. In questa prospettiva si sono tracciate nuove piste per varie città, ad esempio anche per Sarsina e il suo territorio. A Sarsina, che comincia ora a emergere, come il suo territorio, in una nuova veste tardoantica e medievale, si sono ritrovati anche il battistero e i resti di una ulteriore basilica del quartiere episcopale. Ci si è immessi così in orizzonti culturali ampi che hanno coinvolto problemi quali, fra gli altri, i "gruppi di chiese", le "basiliche doppie", le basiliche vescovili "di rifugio", rocche e santuari, le cattedrali-santuario, i contatti del vescovo Vicinio col grande culto dell'Arcangelo, il riuso delle alture e il problema del reimpiego, anche in urbe, degli impianti antichi (R. BUDRIESI, Sarsina, la nuova città tardoantica e medievale e i suoi orizzonti, in "Kačić: zbornik Franjevačke Provincije Presvetog Otkupitelja", 41-43 (2009-2011), pp. 721-775).
Sulla complessa problematica del suburbio si è tenuta una relazione pure all'ultimo Congresso Internazionale di Archeologia Cristiana svoltosi a Toledo nel settembre 2008. Si è indagato il rapporto tra santuari, protovescovi e patroni tenendo una relazione, nel settembre 2010, al Congresso Nazionale di Archeologia Cristiana e portando ulteriormente avanti anche il possibile legame cattedrali / santuari.

Aprendo, poi, a una nuova archeologia dei contesti si è tenuta, nell'ottobre 2011 a Ravenna in occasione di "Cent'anni di Felix Ravenna (1911-2011)", una relazione dal titolo Gli indicatori archeologici della presenza cristiana nella società tardoantica e medievale, di imminente pubblicazione.

Nel territorio dati nuovi sono usciti dallo studio del fenomeno plebano visto nelle sue origini (prepievi), nelle sue evoluzioni , nelle rivisitazioni cronologiche e nei rapporti pure col fenomeno castrense e abbaziale. Pievi che sono state riscontrate anche in àmbito urbano e in cui si sono colti indicatori per la ricerca della presenza delle prime "cattedrali". Una notevole attenzione si è rivolta e si rivolge pure allo studio delle abbazie, dei santuari e del ruolo da loro svolto nel contesto culturale.

Importanti elementi sono usciti ed escono anche da un'indagine della scultura basata su di un nuovo approccio di tipo tecnico e officinale affiancante lo studio linguistico e morfologico. Con questo approccio si sono indagate, per i Corpora del CISAM, anche le sculture di numerose diocesi della parte orientale della regione Emilia Romagna e dell'area feretrana.
I dati iconografici rilevati per ora in campo scultoreo, ma che possono ampliarsi a ogni altro tipo di manifestazione archeologico – artistica, hanno permesso di individuare scelte mirate che legano territori dove è storicamente accertata una presenza barbarica o dove tale presenza non emerge da fonti note. In tal senso riscontri interessanti si sono individuati pure al di fuori dell'àmbito italiano (ad esempio in Istria o in Croazia).
Si è entrati quindi nella questione relativa alla definizione di un'arte longobarda e nel solco delle acculturazioni reciproche tra culture mediterranee e culture diverse, anche gote. Rilevante in tal caso pure lo studio dei confini, delle aree culturali anche interne, degli apporti non solo bizantini in terre "bizantine" o barbarici in terre "barbariche". Su tali tematiche si sono organizzati e curati scientificamente già tre Incontri Internazionali di Studi sulla scultura tardoantica e medievale ed è in fase di preparazione il quarto Incontro.
Anche per la pittura e in particolare per quella musiva importanti elementi sono usciti ed escono pure da un'indagine basata su di un nuovo approccio di tipo archeologico.

Di grande interesse le ricerche sul Nord Africa e su un territorio come l'attuale Algeria dove sono stati condotti e si spera di poter condurre sondaggi e scavi nelle città di Tipasa e di Timgad.

Si tratta di un'archeologia postclassica in itinere, di ampio respiro, sia geografico che cronologico, che va ben oltre l'approccio di tipo più tradizionale e che trova un significativo incrocio non solo con le tematiche del mondo antico, tardoantico, medievale, post-medievale e oltre nelle aree tradizionalmente studiate, ma che si apre pure a nuovi àmbiti di ricerca.

Si prevedono entro il 2013: pubblicazioni di monografie, pubblicazioni in riviste, pubblicazioni in Atti di Convegni Nazionali e Internazionali, organizzazioni di Convegni Internazionali; collaborazioni anche con Università, Accademie europee ed extraeuropee, e trasferimenti di conoscenze ad enti esterni (pubblici o privati).

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Avvisi del docente

25/05/2012
spostamento appello del 25.5.2012

30/12/2009
Lezioni di Archeologia Cristiana e Archeologia e Storia dell'Arte Cristiana e Medievale (Prof. Budriesi)

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