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Fabrizio Frasnedi

Professore a contratto

L-FIL-LET/12 LINGUISTICA ITALIANA


http://www.unibo.it/docenti/fabrizio.frasnedi

Contenuti utili

Testo della prova scritta del 10.05.12

14/05/2012

 

 

 

Prova scritta di Lingua e Linguistica Italiana

Bologna, 10.05.2012

 

 

Si rammenta che la prova scritta è prevista solo per gli studenti italiani regolarmente iscritti al corso di Laurea in Lettere.

 

Parte prima: 6 cfu.

 

Esercizio n° 1.

 

Leggere attentamente il brano che segue, tratto da Una questione privata di Beppe Fenoglio.

 

C’era poi quell’altro fatto piú grave, pensava Ivan, il ponte minato di San Rocco. A momenti Milton non ci passava su, stravolto com’era? E che fosse minato lo sapevano anche le piante e le pietre. Poco prima della borgata Ivan era staccato da Milton di un centinaio di metri e l’aveva perso di vista per via di un ciglione trasversale. L’apprensione per il ponte gli era balenata proprio per caso e allora, sebbene già la milza gli bucasse la pelle, Ivan era scattato in salita ed era arrivato sul ciglione giusto in tempo per veder Milton che calava al ponte col passo implacabile e cieco di un automa. Si trovava a venti passi dalla spalletta. Gridò il nome di Milton, ma quello non si voltò. Urlò disarticolatamente e stavolta, fra la potenza dell’angoscia e l’amplificazione delle mani attorno alla bocca lo sentirono di certo fin sulla collina dirimpetto. Milton si arrestò netto, come raggiunto nella schiena da una pallottola. Si voltò adagio. Ritto sul ciglione, Ivan gli additò il ponticello, due o tre volte, poi sventolò una ma- no davanti alla fronte. Il ponte minato, era pazzo? Milton finalmente accennò con la testa, si calò a valle del ponte e passò il torrente su una fila di massi. E poi, per ringraziamento, l’aveva poi aspettato? Una volta oltre il torrente, aveva subito ripreso quel passo tremendo e a Ivan era venuta voglia di spedirgli dietro una raffica di sten.

 

Quindi:

 

a)   Descrivere il profilo sintattico delle frasi evidenziate in grassetto.

b)   Proporre osservazioni libere, fondate sulla propria esperienza di    lettura e/o sull’interesse per fenomeni stilistici presenti nel brano.

c)   Riscrivere il brano, con libertà, anche sottraendo o aggiungendo informazioni, in modo che risulti trasformato, come se il lettore stesso lo restituisse secondo il proprio criterio e il proprio gusto.


Esercizio n° 2.

 

Leggere attentamente il brano che segue, tratto da Eccetera, di Emilio Tadini.

 

Non lo so, come fanno, le ragazze.

Devono averlo nel sangue.

Per un momento solo, ma è cosi. Lei, una qualsiasi, bella o brutta, basta che sia una ragazza, una donna, lei viene avanti, e è come se venisse da un altro pianeta, e più bello, infinitamente più bello. Fa un giro... «Meravigliosa!» Bene che ti vada fa un altro giro... si fa vedere...

Non ha bisogno di parlare. Non ha neanche bisogno di muovere un dito. Basta che si faccia vedere, e qualche milione di ragazzi ci lasciano l'anima. E tutto per quello straccio di campionario che si sono visti sventolare davanti al naso per un attimo.

Possono anche fare i di più, tutti quei ragazzi, finché vogliono, possono non solo dire ma anche fare tutte le porcate che gli saltano in testa, tutte le vigliaccate, possono spaccare tutto. Ma intanto ci hanno lasciato l'anima. Proprio come si lascia un giubbotto al guardaroba. Solo che in questo caso la contromarca l'hai persa e addio.

E le donne, le ragazze? Ce la lasceranno, loro, l'anima, in un modo o nell'altro?

Questo, io, davvero, non lo so. Come faccio a saperlo? Non sono mica una ragazza, io.

Chissà, forse bisognerebbe chiederlo a un travestito, anzi, no, meglio ancora a un transessuale...

A proposito, sarà vero che i gay, loro, giocano sul velluto? Vuoi vedere che hanno scoperto il trucco? Il trucco per tenersela ben stretta, la loro brava anima, dico, sotto il braccio... Che sia per quello che aumentano in continuazione, loro e il loro pride?

Ma forse no. Basta vederli, adesso. Oh, sembra che l'unica cosa che hanno in mente sia sposarsi, sposarsi tra di loro, dico, uomini con uomini, dico, donne con donne... La sua brava cerimonia, la torta... le mammine che aripiangono...

«Quando me lo ha detto, ho pianto per una settimana. Adesso invece sono cosi orgogliosa di mio figlio! »

Ma per quale motivo al mondo una madre dovrebbe essere tanto orgogliosa se suo figlio va con un altro uomo - o anche con una donna, quanto a questo? Comunque, non sono mica fatti suoi, questo è poco ma sicuro. O sbaglio?

 

Quindi:

 

a)   Identificare e commentare tre esempi di sintassi “marcata”.

b)   Elaborare una propria risposta, anche molto breve, come se la voce narrante si rivolgesse al lettore e ne attendesse la reazione.

 


Parte seconda (per raggiungere i 12 cfu e unica prova per gli studenti di Composizione testi in italiano).

 

LETTERA a un PROFESSORE

Come insegnare ai ragazzi il desiderio di nuovi mondi

di Massimo Recalcati

 

Il lavoro degli insegnanti è diventato oggi un lavoro di frontiera: supplire a famiglie inesistenti o angosciate, rompere la tendenza all'isolamento e all'adattamento inebetito di molti giovani, contrastare il mondo morto degli oggetti tecnologici e il potere seduttivo della televisione, riabilitare l'importanza della cultura relegata al rango di pura comparsa sulla scena del mondo, riattivare le dimensioni dell'ascolto e della parola che sembrano totalmente inesistenti, rianimare desideri, progetti, slanci, visioni in una generazione cresciuta attraverso modelli identificatori iperedonisti, conformistici o apaticamente pragmatici. Gli insegnanti consapevoli ce lo dicono in tutti i modi: "Non ascoltano più!", "Non parlano più!", "Non studiano più!", "Non desiderano più!". Cosa può dunque tenere ancora vivo il motore del desiderio? Non è forse questa la missione che unisce tutte le figure (a partire dai genitori) impegnate nel discorso educativo? Mestiere impossibile decretava Freud. Aggiungendo però a questa profezia pessimistica una buona notizia: i migliori sono quelli che sono consapevoli di questa impossibilità, quelli che non si prendono per davvero come padri o insegnanti educatori. I migliori sono quelli che hanno contattato la loro insufficienza. Sono quelli che hanno preso coscienza dell'impossibilità e del danno che provocherebbe porsi come gli educatori migliori.

Proviamo ora a fare un esperimento mentale: chi sono gli insegnanti che non abbiamo mai dimenticato? Sono quelli che hanno saputo incarnare un sapere, sono quelli che ricordiamo non tanto per ciò che ci hanno insegnato ma per come ce lo hanno insegnato. Ciò che conta nella formazione di un bambino o di un giovane non è tanto il contenuto del sapere, ma la trasmissione dell'amore per il sapere. Gli insegnanti che non abbiamo dimenticato sono quelli che ci hanno insegnato che non si può sapere senza amore per il sapere. Sono quelli che sono stati per noi uno "stile". I bravi insegnanti sono quelli che hanno saputo fare esistere dei mondi nuovi con il loro stile. Sono quelli che non ci hanno riempito le teste con un sapere già morto, ma quelli che vi hanno fatto dei buchi. Sono quelli che hanno fatto nascere domande senza offrire risposte già fatte. Il bravo insegnante non è solo colui che sa ma colui che, per usare una bella immagine del padre sopravvissuto celebrato da Cormac McCarthy ne La strada, "sa portare il fuoco"…

 

 

Leggere attentamente il brano, tratto da un articolo dello psicanalista Massimo Recalcati. Optare poi per una delle consegne qui di seguito elencate:

 

a)   Riassumerlo, come per proporne il succo in una discussione fra amici: “sai, ieri ho letto un pezzo che mi ha colpito: sosteneva che…”

b)   Rispondere ai quesiti: “Che cosa c’entra il desiderio?”; “Perché lo scopo del percorso educativo viene espresso con le parole «tenere ancora vivo il motore del desiderio»?”

c)   Rispondere discutendo la tesi che il testo, nella sua prima parte qui trascritta, già delinea con precisione.