Associazione tra un isotiocianato e Levodopa per il trattamento della malattia di Parkinson

Data di deposito: 20/12/2007
Ambito territoriale di tutela: Italia, Canada, Europa, Usa
Inventori: Prof. Giorgio Cantelli Forti, Prof.ssa Patrizia Hrelia, Dott.ssa Fabiana Morroni, Dott. Andrea Tarozzi (Dipartimento di Farmacologia)
Stato: disponibile per accordi di licenza


Background
La Levodopa (1-3,4-diidrossifenilalanina) o L-dopa, il precursore metabolico della dopamina, è tuttora il farmaco più efficace nel trattamento sintomatico della malattia di Parkinson (MP). La principale limitazione all'uso prolungato di L-dopa è la comparsa di complicanze motorie, come i fenomeni "wearing-off" e "on-off" che possono diventare invalidanti e limitare l'efficacia delle terapie mediche. Dopo dieci anni o più di terapia con L-dopa, circa il 90% dei pazienti presentano complicazioni motorie. Queste reazioni avverse aumentano con la durata della malattia, con la durata del trattamento e con l'aumentare della dose quotidiana di L-dopa.

Descrizione
L'invenzione consiste nell'associazione tra l'elemento Sulforafane (SUL), estratto da vegetali quali i cavolfiori e simili, con il farmaco Levodopa e la valutazione dei suoi effetti neuro protettivi nei confronti della neurotossicità indotta da L-Dopa. Successivamente, è stata valutata se l'associazione in studio, oltre a contrastare la neurotossicità intrinseca della L-dopa, evidenziava effetti neuroprotettivi sinergici nei confronti della apoptosi neuronale indotta dal perossido d'idrogeno (H2O2), una specie ossidante presente a livello del Sistema Nervoso Centrale.
Questa associazione sembra esaltare le caratteristiche curative della Levodopa, proteggendo contemporaneamente il sistema nervoso dei pazienti che assumono Levodopa per la cura del Parkinson.
Vantaggi
I risultati ottenuti con questo approccio sperimentale mettono in risalto che  il SUL è in grado di proteggere i neuroni dopaminergici in concomitanza del danno ossidativo indotto da elevate concentrazioni di L-dopa ed eventualmente bloccare la sua progressione una volta che ha avuto inizio. E' quindi plausibile supporre che gli effetti neurocitoprotettivi del SUL non sono riconducibili all'induzione della sintesi ex-novo di molecole ed enzimi ad attività antiossidante e/o detossificante, ma piuttosto alla capacità della molecola in studio di interagire bersagli critici che sottendono il danno neuronale indotto dalla L-dopa. Particolarmente interessante sono, inoltre,  i risultati di effetti neuroprotettivi sinergici nei confronti del danno ossidativo registrati con il trattamento simultaneo di SUL e L-dopa a basse concentrazioni.

Keywords
Isotiocianati, Glucosinolati, Levodopa, Malattia di Parkinson, Neuro protezione, Terapia combinata

Accesso diretto

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