Data di deposito: 13/02/2009
Ambito territoriale di tutela: PCT
Inventori: Prof. Aldo Roda, Dott.sa Elisa Michelini, Dott.sa Luisa Stella Dolci, Dott. Luca Cevenini, D.ssa Laura Mezzanotte (Dipartimento di Scienze Farmaceutiche)
Stato: disponibile per accordi di licenza
Background
L’inquinamento ambientale rappresenta una delle principali preoccupazioni a livello mondiale e soprattutto nelle zone, come ad esempio nei paesi in via di sviluppo, dove non sono disponibili laboratori e strutture specializzate per la determinazione di contaminanti e composti tossici. L’identificazione in tempo reale di siti contaminati, ad es. dal recente problema relativo ai rifiuti di derivazione elettronica che rilasciano metalli pesanti (cadmio, cromo, mercurio, arsenico) e diossine, è pertanto una priorità per la salute dell’uomo e dell’intero ecosistema. Ad oggi non ci sono metodi che permettono uno screening rapido, sul campo ed in tempo reale, della presenza di contaminanti.
Descrizione
L'invenzione riguarda un dispositivo portatile costituito da cellule geneticamente ingegnerizzate che rispondono alla presenza di determinati analiti con emissione di luminescenza proporzionale alla concentrazione biodisponibile dell'analita. Il dispositivo prevede l'utilizzo di più linee cellulari in modo da ottenere più informazioni, ad esempio determinare la presenza di diversi metalli pesanti (es. mercurio, cadmio, piombo, arsenico, rame, zinco) nello stesso campione e ogni linea cellulare risponde ad un metallo o analita target. In campo ambientale, ad esempio, un possibile impiego sarebbe il suo utilizzo come screening in zone contaminate da rifiuti (quindi gli analiti target sarebbero diossine, PCB, metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici).
Vantaggi
La piattaforma è pensata come un dispositivo portatile a basso costo, di facile uso, anche grazie alla cartuccia interna intercambiabile, estremamente utile ad esempio in tutte quelle aree e settori in cui è difficile il trasferimento del campione ad un laboratorio centrale.
Le cellule immobilizzate sono sufficientemente stabili da poter esser mantenute a +4°C per periodi abbastanza lunghi (qualche mese) e possono quindi essere inviate anche a paesi in via di sviluppo per l’individuazione in tempo reale di siti contaminati. Inoltre l’analisi è breve (1-2 ore complessive) e non richiede personale specificatamente addestrato.
Keywords
Biosensore cellulare, dispositivo portatile, rivelazione in bioluminescenza, cellule ingegnerizzate, piattaforma.